Solidarietà ai Carabinieri, alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco coinvolti negli scontri a Napoli

(comunicato della Segreteria Generale Regionale SIC Campania)

Il Sindacato Indipendente Carabinieri condanna con fermezza i gravi episodi di violenza verificatisi a Napoli nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 2025, durante la ricorrenza di Sant’Antonio Abate. Le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco sono stati oggetto di lanci di sassi, bottiglie di vetro e bombe carta, con mezzi danneggiati e operatori esposti a gravi rischi.

A tutti loro va il nostro pensiero e la nostra profonda riconoscenza per l’impegno e il senso del dovere dimostrati in una situazione così critica. È inaccettabile che coloro che lavorano quotidianamente per garantire la sicurezza e la protezione della collettività siano vittime di violenze così gravi e ingiustificate.

Questi episodi non rappresentano solo un attacco diretto agli operatori sul campo, ma minano anche i valori fondamentali di Legalità e rispetto su cui si basa la nostra società. Il Sindacato ribadisce il proprio impegno a supportare tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco coinvolti, offrendo loro ogni forma di sostegno necessario, sia morale che legale.

Il Segretario Generale Regionale SIC Campania
Massimiliano Monaco

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Morte Ramy Elgaml, Pettineo (SIC): ‘La verità giudiziaria ha trionfato sulle accuse diffamatorie’

“Abbiamo appreso con soddisfazione dall’ANSA che i PM di Milano, incaricati di svolgere le indagini sulla morte di Ramy Elgaml, non hanno rilevato violazioni nelle modalità esecutive dell’inseguimento operato dai nostri Colleghi il 24 Novembre scorso”.

“I Magistrati hanno accertato che le pattuglie del Nucleo Radiomobile di Milano si sono attenute a quanto prescritto dall’art. 55 C.P.P., ribadendo che l’inseguimento è un atto dovuto da parte della Polizia Giudiziaria”.

“Il SIC ha sempre riposto nella Magistratura la massima fiducia e siamo certi che verrà acclarata, oltre ogni ragionevole dubbio, la reale dinamica dei fatti e le relative responsabilità”.

“Come abbiamo sempre sostenuto, i giudizi affrettati dei non “addetti ai lavori”, peraltro non supportati da elementi certi ed incontrovertibili, danneggiano l’onorabilità ed il prestigio dell’Arma dei Carabinieri e dei suoi appartenenti”.

“Fomentare l’odio verso le Forze di Polizia attraverso dichiarazioni non veritiere è assolutamente deplorevole e getta benzina sul fuoco di tensioni che spesso sfociano in violenze di piazza”.

“Il SIC ringrazia tutti i Carabinieri che quotidianamente svolgono, con dedizione ed abnegazione, il loro servizio a favore della Collettività, per tutelarne la libertà ed i diritti garantiti dalla Costituzione”.

Lo dichiara il Segretario Generale del SIC, Luigi Pettineo.

La Segreteria Generale del SIC

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Tutela penale per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, miope e prematuro criticare prima di capire in cosa consisterà

In questi giorni si parla molto del cosiddetto “scudo penale” per le Forze dell’Ordine, ovvero una norma allo studio del Governo per tutelare gli operatori di Polizia nell’ambito di procedimenti connessi alla loro attività professionale.

Attraverso i quotidiani nazionali, abbiamo appreso che alcuni Sindacati di Polizia e dei Carabinieri sono contrari a questa iniziativa, adducendo come motivazione che porre la Polizia su un altro piano rispetto alla Legge ne minerebbe la credibilità…

Per non parlare delle critiche piovute da alcuni schieramenti politici, che hanno gridato al rischio di una Polizia libera di agire impunemente.

Riteniamo che tutte queste posizioni siano figlie, nel migliore dei casi, di valutazioni frettolose e basate su una conoscenza approssimativa dei fatti.

Il Governo non ha ancora reso noto né i contenuti né i tempi di attuazione del provvedimento in questione e, pertanto, condannare a priori tale iniziativa, finalizzata a tutelare chi quotidianamente rischia la vita per fronteggiare questa dilagante e preoccupante violenza che asserraglia le città italiane, è miope ed inutile.

Come precisato nel comunicato di ieri, il SIC – SINDACATO INDIPENDENTE CARABINIERI non chiede l’impunità per i Carabinieri.

Ma, al tempo stesso, saluta con entusiasmo qualunque iniziativa che tuteli i nostri colleghi dai calvari cui troppo spesso sono sottoposti a causa di “atti dovuti”, che la magistratura deve far scattare automaticamente anche laddove è palese il corretto operato degli Agenti.

Questa “tutela giuridica riservata alle Forze di Polizia”, attualmente sottoposta al vaglio dei Tecnici del Governo, rappresenterà uno strumento che offre maggiore serenità gli Operatori di Polizia, allorquando sono costretti ad operare in situazioni di emergenza, adottando soluzioni estreme in tempi rapidi per la gravità degli accadimenti.

Il SIC si è espresso favorevolmente all’attuazione della eventuale “TUTELA LEGALE” in favore degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, chiedendo, però, che sia emanato un decreto ad hoc, evitando di inserirlo nel Ddl Sicurezza, per non rallentarne i tempi di attuazione.

“Nessuno è al di sopra della Legge.
Alla base della democrazia due colonne stanno, entrambe salde: la libertà e la giustizia”. (Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella)

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Professoressa arrestata a Castellammare di Stabia per abusi sugli studenti. L’Arma sempre in prima linea per la tutela dei minori

Il SIC – Sindacato Indipendente Carabinieri esprime profondo apprezzamento per l’eccezionale professionalità dimostrata dai militari del Comando Provinciale di Napoli, impegnati nell’operazione che ha portato all’arresto di una professoressa di Castellammare di Stabia, accusata di comportamenti gravemente inappropriati nei confronti degli alunni.

L’operato dei Carabinieri, ancora una volta, si conferma essenziale per la salvaguardia della sicurezza e della dignità delle fasce più vulnerabili della popolazione, in questo caso i minori. Attraverso un’indagine condotta con determinazione e sensibilità, i colleghi hanno contribuito a fare luce su una vicenda che ha scosso profondamente l’intera comunità.

Questo intervento rappresenta la vera anima dell’Arma dei Carabinieri, impegnata quotidianamente con sacrificio e senso del dovere per garantire giustizia, sicurezza e protezione alla popolazione, in particolare ai più deboli. È importante sottolineare che episodi come questo testimoniano i valori autentici che guidano i Carabinieri, lontani dalle polemiche ingiuste e generalizzazioni emerse negli ultimi giorni.

Il SIC – Sindacato Indipendente Carabinieri si schiera con forza al fianco dei Carabinieri che, quotidianamente e con grande dedizione, affrontano situazioni complesse e delicate per proteggere i cittadini.

Riaffermiamo i valori di integrità, onore e servizio che contraddistinguono l’Arma, consapevoli che l’impegno dei nostri colleghi è un baluardo fondamentale per la sicurezza e il benessere della comunità.

Napoli, 16 gennaio 2025

Il Segretario Generale Regionale SIC Campania
Massimiliano Monaco

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Manifestazioni violente, Decreto Sicurezza e “scudo penale”, il SIC in diretta a “4 di sera” su Rete 4

Ieri sera il SIC è stato ospite del programma di approfondimento “4 di sera”, su Rete4, per commentare le violenze perpetrate ai danni delle Forze dell’Ordine durante le manifestazioni degli ultimi giorni.
Il SIC ha chiarito in modo categorico che i Carabinieri sono nelle piazze per difendere la libertà dei cittadini perbene a manifestare pacificamente e non per comprimerne i diritti costituzionalmente garantiti.
Siamo stufi di vedere attaccate le Forze dell’Ordine e non chi contravviene alle leggi dello Stato.
In questo Paese i delinquenti non sono gli appartenenti alle Forze di Polizia.
Il SIC, nel rispetto della dignità di ogni essere umano, ha chiesto che l’Operatore di Polizia non venga esposto a gogna mediatica e giudiziaria, affidando esclusivamente alla Magistratura il potere di giudicare.
L’istigazione all’odio, spesso fomentata da una comunicazione becera, faziosa ed ideologica, continua a pagare un alto prezzo di vite umane e determina il decadimento valoriale della giustizia e della sicurezza nel nostro Paese.
Riguardo l’ipotesi dello “scudo giudiziario”, è stato chiarito che i Carabinieri non invocano l’impunità rispetto ad eventuali condotte illecite, ma l’applicazione delle norme che prevedono l’esclusione della punibilità quando ricorrono cause di giustificazione quale l’adempimento del dovere per la salvaguardia l’incolumità dei cittadini.

Fluminimaggiore, 15 gennaio 2025

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Non siamo noi i delinquenti in questo Paese

Le cronache giudiziarie offrono, quotidianamente, una visiona chiara della ineluttabile realtà che sta vivendo il nostro Paese.
Un messaggio distorto del vivere sociale in cui prevale la legge del più forte nella giungla quotidiana delle nostre metropoli.

Chi delinque non viene perseguito e questo decadimento della giustizia ha irreversibilmente provocato l’esponenziale aumento dei reati predatori e violenti.
La strumentalizzazione mediatica indebolisce l’ordinamento giudiziario.

Le Forze di Polizia stanno subendo continue vessazioni mediatico-giudiziarie che influiscono negativamente le valutazioni che l’Operatore di Polizia deve assumersi ogniqualvolta è chiamato ad intervenire per ripristinare la legalità.

Variabili che ad oggi vedono coinvolti esclusivamente le Forze di Polizia che, non dimentichiamolo, costituiscono uno dei poteri esecutivi dello Stato Italiano con impieghi di contrasto alla criminialità di ogni genere.
Siamo certi che alcuni orientamenti preferirebbero un morto o ferito tra le nostre fila, mirando ad interpretare battipetti scenografici ai fini mediatici ma di cui non percepirebbero alcun dolore, ma questo Sindacato è ormai stanco di dover rincorrere attenzioni politiche volte ad ottenere un lecito riconoscimento operativo giudiziario efficace al sereno contrasto alla delinquenza.

Stranamente ancora oggi, assistiamo a vere persecuzioni giudiziarie nei confronti dei Colleghi per ignote finalità, a nostro parere diverse dall’importante contrasto alla delinquenza.
Tutto ciò rende particolarmente difficile e talvolta impossibile, affrontare determinati organizzazioni a discapito delle persone perbene che vedono l’insediarsi dell’arroganza delinquenziale ovunque, senza però subIre importanti azioni giudiziarie serie ed efficaci.

Probabilmente chi di dovere sottovaluta gravemente ciò che sta accadendo alla gente comune che non ha più vita facile in questa società sempre più in balìa della delinquenza di ogni tipo. Una situazione di fatto che sfocerebbe in una conseguenziale e pericolosa giustizia privata.
Tutte le Forze di Polizia continueranno ad adempiere al proprio dovere istituzionale con impagabile sacrificio ma è umanamente comprensibile che questa situazione possa provocare incertezze operative che potrebbero sfociare in gravi episodi.

Un appartenente alle Forze di Polizia ha il sacrosanto diritto a non vedersi distruggere la propria vita personale, familiare, economica e di carriera, esclusivamente perchè vuole assicurare un delinquente alla giustizia.

Spesso ci si interroga sul valore che ci viene attribuito dai cosiddetti grandi di questo Paese e quasi sempre non sfugge la sensazione che per seguire un’ideologico e pericoloso orientamento un Carabiniere o Poliziotto morto e/o ferito costituisce un sacrificio da potersi permettere.
Un sacrificio invece che costituisce una grave perdita per i familiari di quel Collega troppo importante ed essenziale per immolarlo ad un ideale che però ne calpesta il credo con il proprio quotidiano ed irrispettoso interessamento mediatico giudiziario.

Ognuno di Noi è stanco delle false vicinanze mostrate soltanto sui media perchè in realtà, quando vengono spenti i riflettori di quel palcoscenico Noi Forze di Polizia restiamo sempre soli con la nostra sempre più difficile professione.

La sicurezza è divenuta ormai un rarissimo lusso di cui tutti, indistintamente, devono poterne godere, perché ricordiamolo, non solo per enfatiche citazioni, la Costituzione riconosce a chiunque un’eguaglianza che esula dalla propria appartenenza sociale.
E’ inspiegabile quanto avviene in determinati Uffici che riconoscono pieni diritti ai delinquenti privandoli alle vittime di reato o a chi rischia la propria preziosissima vita affinché quella degli altri possa goderne una serena e sicura.

Un grande maestro di vecchi e saldi principi civici, nei suoi insegnamenti, faceva osservare che per comprendere le conseguenze delle proprie azioni ci si dovrebbe collocare dalla parte di chi ne è destinatario.

I tempi sono notevolmente maturi a porre l’attenzione agl’infiniti messaggi di impunità giudiziaria che la becera delinquenza sta interpretando come conquista sociale. Questa pericolosa condizione diventa un proclama di libertà criminale già di loro motivate da irragionevole arrogante grandezza.
Un’autovettura di servizio, che prima costituiva già un deterrente, oggi invece costituisce lo strumento per ingrandire la propria affermazione criminale nella scellerata condivisione mediatica di reels in cui si maltrattano o si affrontano pesantemente Colleghi in strada, mentre danneggiano caserme e vetture di servizio.

Ricordiamo che oltre alle Forze di Polizia anche altre figure di questo Paese hanno l’obbligo di evitare il compimento di ulteriori reati altrimenti saranno ugualmente responsabili delle gravi conseguenze che si stanno palesando alle porte di questo pericolosissima escalation di inaudita violenza.

Non lasciamo alto il senso di impunità giudiziaria riconoscendo diritti al delinquente e privandoli a chi intende assicurarli alle sapienti mani della giustizia perchè costituirà delirante onnipotenza criminale.

Probabilmente in questa Babilonia di contrapposti orientamenti a qualcuno sfugge un particolare che non è assolutamente da sottovalutare ovvero che “non sono le Forze di Polizia i delinquenti in questo Paese”.

Il Segretario generale Regionale SIC Lazio
Antonio De Prizio

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Attentato incendiario alla Caserma CC di Borgo San Lorenzo (FI), ennesimo vile attacco allo Stato

Nel corso della notte del 13 gennaio è stato perpetrato un ennesimo ed inaccettabile atto di violenza contro lo Stato.

L’attentato incendiario, che ha gravemente danneggiato il portone della caserma della Compagnia dei Carabinieri di Borgo San Lorenzo (Firenze), è il risultato di una campagna di promozione di odio che sta alimentando gli innumerevoli atti di violenza contro chi ogni giorno lavora con dedizione e sacrificio per proteggere i cittadini.

Questo gesto vergognoso, che non può trovare alcuna giustificazione, è un attacco non solo alle Forze dell’Ordine ma al principio stesso di legalità che regge il nostro Paese.

Condanniamo con forza questo atto vile ribadendo che i nostri Carabinieri sono da sempre vicini a tutte le comunità del nostro Paese e rappresentano un baluardo imprescindibile per la tutela della legalità e della sicurezza in Italia.

I Presidi SONO una garanzia di sicurezza e giustizia per proteggere i cittadini.
A tutti i Carabinieri che quotidianamente vi sono impegnati, va il nostro ringraziamento ed il nostro sostegno.

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Carabinieri aggrediti ad Atripalda (AV): “Basta violenza contro le Forze dell’Ordine, bisogna difendere chi difende”

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime piena solidarietà e vicinanza ai due militari dell’Arma brutalmente aggrediti ad Atripalda (AV) durante l’espletamento del loro dovere.

Questo ennesimo episodio di violenza contro chi lavora quotidianamente per garantire la Sicurezza dei cittadini è inaccettabile e rappresenta un grave segnale di mancanza di rispetto verso lo Stato e le sue Istituzioni.

Questa vile aggressione non è un fatto isolato, ma si inserisce in una preoccupante escalation di episodi analoghi, che mettono in discussione la serenità e la sicurezza di chi, con dedizione e sacrificio, presta servizio per la collettività. Non possiamo più permettere che le donne e gli uomini in divisa siano lasciati soli, vittime di un sistema normativo che non offre adeguata protezione a chi indossa con orgoglio l’uniforme.

Facciamo appello ai vertici dell’Arma e alle autorità politiche affinché si intervenga immediatamente con misure concrete e incisive.

In particolare, auspichiamo la rapida approvazione del Ddl Sicurezza per:

  • garantire pene più severe per chi si rende protagonista di aggressioni ai danni delle Forze dell’Ordine;
  • fornire strumenti operativi e risorse adeguate per la sicurezza di tutti gli operatori di polizia;
  • introdurre norme che valorizzino e tutelino il lavoro di chi ogni giorno rischia la vita per proteggere i cittadini.

 

La sicurezza dei Carabinieri e di tutti gli Operatori di Polizia deve diventare una priorità nell’agenda politica nazionale. Chiediamo a tutti i cittadini di unirsi a noi in questa battaglia di civiltà: proteggere chi ci protegge è un dovere di tutti. Non possiamo più tollerare che episodi come quello di Atripalda si ripetano.

Massimiliano Monaco
Segretario Generale Regionale SIC Campania

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Roma, bombe carta contro le Forze dell’Ordine nel corso del corteo per Ramy. Otto agenti feriti, di cui uno al volto

Le manifestazioni di piazza stanno registrando, con una preoccupante frequenza, episodi di violenza in danno delle Forze dell’Ordine.

Ieri a Roma, nel quartiere di San Lorenzo, un corteo di vicinanza per Ramy si è trasformato nell’ennesima guerriglia scatenata contro gli Operatori schierati a tutela dell’ordine pubblico.

I manifestanti hanno rovesciato alcuni cassonetti all’altezza di Piazza Immacolata, per poi scagliarsi contro gli Agenti lanciando fumogeni, bombe carta e oggetti contundenti.
A quel punto è scattata una carica di contenimento nel corso della quale otto Poliziotti hanno avuto la peggio poiché colpiti da bottiglie di vetro e petardi.

Tutto ciò è grave ed inaccettabile.

Le Forze dell’Ordine non possono continuare a subire aggressioni di tale inaudita violenza.
È necessario un intervento immediato e risolutivo da parte del Governo per arrestare questo fenomeno.

Perché scagliare bombe carta, transenne e segnali stradali contro le Forze dell’Ordine ed i loro mezzi non è solo una violenza contro chi quotidianamente è in strada per difendere la Democrazia e la Sicurezza dei Cittadini, ma è anche un ignobile attacco alle Istituzioni.

 

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L’ossessiva ricerca di visibilità ed il delirio di superiorità

In merito a recenti fatti accaduti a Milano, abbiamo letto su alcune testate giornalistiche dichiarazioni che ci lasciano basiti.
C’è chi si sostituisce ai Giudici e chi improvvisamente, senza alcun dettame, vuole dare lezione a chi sulla strada veramente rischia la vita.

“La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione” (Carl Rogers).

È più facile giudicare che comprendere l’altro.
Tutti giudichiamo per leggerezza, superficialità e per mille altri motivi.
La tentazione di stabilire dove stiano torto e ragione è sempre in agguato.
A questo mondo, molti credono di essere superiori agli altri e ogni giorno giudicano tutti dall’alto della loro arroganza, senza pensare e senza dati di fatto, basandosi così solo sui loro pregiudizi.

La dignità si materializza attraverso una particolare posizione dell’essere umano nei confronti dei propri simili.
La dignità si riferisce al valore intrinseco dell’esistenza umana che ogni uomo e ogni donna – in quanto persona – è consapevole di rappresentare nei propri principî morali, nella necessità di mantenerli per sé stesso e per gli altri e di tutelarli.

La ricerca ossessiva di visibilità in taluni soggetti ha oscurato il valore della dignità e dell’altruismo.

I media hanno trasformato la Giustizia in spettacolo, veicolando nelle nostre case notizie di indagini e processi attraverso giornali e telegiornali, salotti televisivi e talk show.
E non si tratta, purtroppo, solo di informazione o di cronaca giudiziaria, bensì di una rappresentazione spettacolarizzata dove la corretta descrizione dei fatti viene sacrificata all’impatto sull’audience.
Si dà vita in tal modo a una sorta di processo parallelo, incurante delle regole e delle garanzie individuali, facendo leva sull’indignazione morale del pubblico e generando scandali.

Nel tribunale mediatico il diritto rischia di rimanere imbrigliato nel giudizio dell’opinione pubblica, che trasforma automaticamente l’indagato in colpevole, negandogli il diritto alla presunzione d’innocenza, e travolgendo molti altri diritti fondamentali.

Questi sono gli «effetti perversi» di tali dinamiche sull’esito dei processi.

A causa di soggetti che si attribuiscono, senza averne titolo, le funzioni di Giudici, la Giustizia rischia di perdere autonomia e credibilità.

“Saepe aliquid iudicantes, opinione magis quam vera rei ipsius substantia rapiamur”. (Lucio Anneo Seneca)

“Spesso nel giudicare una cosa ci lasciamo trascinare più dall’opinione che non dalla vera sostanza della cosa stessa”. (Lucio Anneo Seneca)

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