Sicurezza, Carabiniere investito a Bosa (NU). Pettineo (SIC): ‘Vicinanza al collega. Inasprire pene per condotte simili’

Fluminimaggiore, 6 FEB – “Nel pomeriggio di ieri, alle porte del comune marino di Bosa (OR), il Capo equipaggio di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Macomer (NU), nel corso dell’esecuzione di un posto di controllo, è stato investito da un centauro che non si è fermato all’alt.
Il fuggitivo è stato successivamente individuato e tratto in arresto per resistenza a Pubblico Ufficiale, omissione di soccorso e lesioni aggravate, mentre il Carabiniere è stato immediatamente trasportato presso il nosocomio di Bosa per le ferite riportate, fortunatamente non gravi”.
Lo rende noto Luigi Pettineo, Segretario Generale del Sindacato dei Carabinieri SIC.
“La vittima di questo scellerato gesto – prosegue Pettineo – è il Brig. Roberto Puggioni che, oltre che valido e coraggioso Carabiniere, è anche Segretario Regionale del SIC Sardegna.
A lui, ai suoi familiari e ai Colleghi della Compagnia Carabinieri di Macomer, vanno i nostri auguri di una pronta guarigione ed un plauso particolare ai colleghi che hanno provveduto alla tempestiva individuazione e all’arresto del motociclista.
L’escalation di violenza in danno degli appartenenti alle Forze di Polizia – aggiunge Pettineo – ha assunto proporzioni allarmanti per il numero di episodi registratesi in questi ultimi giorni.
Occorre intervenire con norme più severe per comportamenti e manifestazioni antisociali che espongono a grave pericolo l’incolumità dei cittadini e degli Operatori di polizia.
Come già fatto in altre occasioni, ancora una volta Il SIC chiede alle Autorità Governative che venga urgentemente modificato l’attuale impianto normativo che prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa per chi non si ferma all’alt degli Operatori di Polizia” – conclude.

La Segreteria Generale del SIC

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Rinnovo del contratto per il triennio 2022-2024 – Istituto economico accessorio: adeguamento degli importi dell’indennità per operatori cyber – Estensione indennità

Onorevole Signor Ministro e spettabile Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri,

a seguito della nota informativa redatta e diramata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, SM – Ufficio Trattamento Economico, relativa al rinnovo del contratto per il triennio 2022-2024 per il personale contrattualizzato (da Carabiniere a Capitano), questo Sindacato Indipendente Carabinieri vuole sottoporre all’attenzione delle SS.VV. illustrissime un aspetto che potrebbe migliorare il trattamento economico di numerosi Carabinieri.
Facciamo riferimento ad un Istituto economico accessorio, cioè l’indennità per gli operatori cyber, che ha visto nell’ultima contrattazione un adeguamento dei suoi importi.
Nell’Arma dei Carabinieri tale indennità è corrisposta, a oggi1 , solamente al personale in servizio presso il Centro di Sicurezza Telematica, le sezioni della Direzione di Telematica del Comando Generale e del Polo di telematica del Centro Nazionale Amministrativo2 , ovvero al personale dell’Arma dei Carabinieri in possesso delle qualifiche ivi indicate, effettivamente impiegato presso il Comando per le Operazioni in Rete dello Stato Maggiore della Difesa3.
Il Comando Generale dell’Arma, Ufficio Trattamento Economico4, ha specificato ulteriormente che per settore cyber si intendono “servizi di sicurezza e protezione delle reti informatiche e telematiche dell’Arma”, quindi mera attività preventiva e non repressiva (leggasi Polizia Giudiziaria) e che l’indennità è tassativamente indicata ai soli Uffici previsti all’art. 47 DPR 57/2022.
In precedenza, però, il II Reparto – Ufficio Operazioni del Comando Generale5, ha fornito una definizione6di “cyber security”, da intendersi “come impiego di prevenzione e approccio investigativo massimamente rivolto al Web, attuando vere e proprie forme di pattugliamento della rete, naturale estensione delle attività svolte sul terreno”, ampliando la nozione fornita dall’Ufficio Trattamento Economico, e rivolgendola in maniera diretta allo svolgimento di attività di Polizia sia in ambito preventivo (monitoraggio delle fonti aperte) che repressivo (compiti di polizia giudiziaria, come ad esempio sopralluoghi nel Web, perquisizione di domicili informatici remoti, ecc.).
Il concetto di “operatore cyber” non può essere circoscritto solamente a chi provvede alla sicurezza telematica delle reti ma anche a coloro che operano sulla rete al fine di individuare criminali/reati.
Ne è dimostrazione quanto avvenuto nella Polizia di Stato7, che ha recepito l’indennità in parola riconoscendola a tutto il personale in possesso di qualifiche professionali nel settore Cyber, non soltanto per chi svolge attività di protezioni delle reti, dei sistemi informativi, dei servizi informatici, delle comunicazioni elettroniche e di risposta agli eventi di sicurezza informatica dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza8, bensì anche a quel personale dotato di specializzazione “operatore cyber” o “analista di fonti aperte-OSINT e SOMCINT” (specializzazioni analoghe a quella “Operatore Indagini Telematiche”), quindi che svolge attività di Polizia Giudiziaria9.
In questo ambito il personale dei seguenti Reparti, R.O.S. RITel, R.O.S. Ufficio Comando Nucleo Reti, R.O.S. RAT, R.O.S. Sezioni dedicate (sia quelle tecniche che investigative) presso l’organizzazione periferica, le Sezioni Indagini Telematiche (SIT) dei Nuclei investigativi di Milano, Roma, Napoli e Palermo, nonché gli Operatori Indagini telematiche dei restanti Comandi provinciali e delle Unità Specializzate, è stato di fatto danneggiato rispetto ai paritetici colleghi della Polizia di Stato, provocando una evidente e ingiusta diversità di trattamento economico.
Sulla base dell’esposta analisi, nell’ambito di una politica di lealtà e confronto verso le Istituzioni con le quali deve agire per la salvaguardia degli interessi dei propri iscritti, questo Sindacato Indipendente Carabinieri, al fine di migliorare la condizione economica del personale dell’Arma dei Carabinieri che presta servizio nei Reparti indicati al precedente paragrafo, chiede alla SS.VV. illustrissime di valutare la possibilità di concedere agli stessi la corresponsione dell’indennità per operatore cyber.
Ci è gradito porgere i più distinti saluti.

1 Vds. la nota informativa n. 132/199-2018 “Comparto Difesa-Sicurezza. Provvedimenti di concertazione per il personale non dirigente 2019-2021”, reperibile alla pagina https://leonardo.rete.arma.carabinieri.it/Legislazione/Lists/Trattamento%20Economico/DispForm.aspx?ID=743.
2 Ex art. 47 co. 1 DPR 20 aprile 2022, n. 57.
3 Ex art. 47 co. 2 DPR 20 aprile 2022, n. 57.
4 Vds. lettera n. 132/216-4-2018 di prot. datato 21.09.2022.
5 Vds. lettera n. 1241/3-6-2021, datata 13.07.2022, Direttiva di Pianificazione 2023-2028
6 Vds. pag. 11 punto b. (1).
7 Vds. art. 17 D.P.R. 57/2022.
8 Ex art.2, co.1, let. b), n. 5 D.P.R. n.208/2001.
9 Come indicato nella circolare n. 555/VCP/27 del 22/07/2022 a firma del Capo delle Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.

 

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Val Di Susa, attentato no-tav a cantiere. Atto criminale che poteva uccidere Poliziotti e civili

Attraverso un video diffuso nelle reti sociali, constatiamo che alcuni criminali attivisti NO-TAV hanno attaccato con un numerosi lanci di fuochi d’artificio il cantiere di San Didero in Val di Susa, provocando l’incendio di un generatore.

Solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco si è potuto scongiurare il peggio.

Le immagini dell’accaduto evidenziano che non ci troviamo di fronte a persone che protestano, ma a dei veri criminali senza scrupoli.

Tali azioni rappresentano un chiaro attacco alla Sicurezza pubblica.

I criminali che hanno messo in atto questo blitz hanno deliberatamente messo a rischio non solo la vita degli Agenti in servizio, ma anche quella di chiunque si trovasse nei dintorni, visto che un’eventuale esplosione delle bombole di acetilene avrebbe provocato un disastro.

Il SIC, nel condannare queste azioni criminali, auspica che la Magistratura eserciti le proprie funzioni con condanne ferree.

 

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Poliziotti investiti a Roma e Ragusa, Pettineo (SIC): ‘Operatori Forze dell’Ordine sempre più a rischio. Necessario rivedere regole d’ingaggio’

Roma, 3 FEB – “Piena solidarietà e vicinanza agli agenti investiti durante il servizio a Roma e Ragusa”.
Lo dichiara Luigi Pettineo, Segretario Generale del Sindacato dei Carabinieri SIC, che continua: “Da quanto si apprende, gli Agenti coinvolti, pur riportando lesioni piuttosto gravi, non sono in pericolo di vita”.
“Nel caso di Roma, gli operatori erano all’inseguimento di un veicolo rubato.
Quando i due occupanti si sono fermati, le pattuglie sono intervenute per arrestarli, ma il veicolo ha improvvisamente ripreso la marcia, investendo il collega.
Invece, a Ragusa, un ventenne a bordo di uno scooter non si è fermato all’alt per un controllo e ha travolto un Agente, facendolo cadere rovinosamente a terra”.

“È inaccettabile che i Servitori dello Stato in divisa siano quotidianamente bersaglio di una violenza inaudita da parte di una criminalità sempre più efferata e spietata.
In Italia – spiega Pettineo – “non fermarsi all’alt della Polizia viene punito con una semplice sanzione amministrativa”.
Al contrario, in tanti Paesi europei, per chi non si ferma all’alt sono previste sanzioni penali e le Forze dell’Ordine sono legittimate a porre in essere ogni misura per bloccare il fuggitivo, che verrà comunque tratto in arresto per non avere arrestato la marcia”.

“Questi atti gravissimi dimostrano ancora una volta l’assoluta necessità di modificare l’attuale impianto normativo per garantire la sicurezza degli operatori di Polizia.
Il Ddl Sicurezza, in corso di approvazione da parte delle Camere, costituisce un valido strumento per arginare i fenomeni delinquenziali che destano maggiore allarme sociale e per incrementare la tutela delle Forze dell’Ordine.
Ma non è sufficiente”.

“Il SIC chiede alle Autorità Governative l’istituzione di tavolo tecnico finalizzato a definire regole d’ingaggio chiare e precise ed a definire il progetto di un istituto di Assistenza Sanitaria gratuita per le lesioni riportate nel corso dei servizi istituzionali”.

Non vogliamo subire ulteriormente questa inaudita violenza contro le Forze di Polizia.
Chiediamo a chi governa la nostra bellissima Nazione risposte efficaci per proteggere chi, ogni giorno, rischia la vita per garantire la sicurezza dei cittadini” – conclude.

La Segreteria generale SIC

 

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Posada (NU), grave atto intimidatorio a danno di un Carabiniere. Solidarietà del SIC

Nelle prime ore dell’alba di oggi, a Posada (NU), è stato compiuto un attentato dinamitardo in danno dell’autovettura privata di un Carabiniere che presta servizio nella Compagnia di Siniscola.

La deflagrazione ha totalmente distrutto il veicolo e danneggiato altri due mezzi parcheggiati nelle immediate vicinanze.

Si tratta dell’ultimo, in ordine temporale, di una serie di atti intimidatori contro appartenenti alle Forze di Polizia che, negli ultimi mesi, si stanno verificando nel territorio della Baronia.

Qui si registra una recrudescenza di fenomeni delinquenziali che destano grave allarme sociale e che hanno portato all’intensificazione dei servizi di contrasto ai reati predatori e al traffico di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Il SIC condanna questo atto esecrabile, che non fermerà certamente il lavoro che i Carabinieri svolgono quotidianamente al servizio della Collettività, e per il quale hanno, da sempre, ottenuto la stima e l’affetto del popolo sardo.

Il SIC esprime al Collega la propria vicinanza e solidarietà ed ha già messo a sua disposizione tutte le figure professionali presenti nella nostra Organizzazione Sindacale.

Fluminimaggiore, 1 febbraio 2025

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Carabinieri in servizio nella Terra dei Fuochi, condizioni di lavoro inaccettabili

Fluminimaggiore, 31 gennaio 2025

 

Al Signor Ministro della Difesa

On.le Guido Crosetto

Al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Generale C.A. Salvatore Luongo

 

 

Oggetto: Carabinieri in servizio nella Terra dei Fuochi, condizioni di lavoro inaccettabili. RICHIESTA DI INCONTRO URGENTE

Facendo proprie le gravi segnalazioni giunte dalla nostra Segreteria Generale Regionale SIC per la Campania, questa Segreteria Generale desidera rappresentare alle SS.LL. quanto segue.

In un clima di leale e fattiva collaborazione, volta alla tutela del benessere dei propri iscritti, ci corre l’obbligo di denunciare con forza le gravi condizioni di disagio in cui operano i militari impiegati nella Terra dei Fuochi, un’area dove il degrado ambientale e il rischio per la salute si sommano a carichi di lavoro insostenibili e a un contesto operativo estremamente complesso.

Di fronte a questa situazione non più tollerabile, il Sindacato Indipendente Carabinieri chiede un incontro urgente con il Ministro della Difesa e con il Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri affinché ricevano le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) per individuare criteri concreti volti a migliorare le condizioni di lavoro dei carabinieri in servizio nella Terra dei Fuochi.

Tra le nostre proposte riteniamo indispensabile:

  • Un’indennità di rischio e disagio per i militari esposti a sostanze nocive;
  • Maggiori controlli sanitari e monitoraggi periodici per prevenire gravi patologie legate all’inquinamento ambientale;
  • Più risorse e personale per garantire turni di lavoro sostenibili e un presidio più efficace sul territorio;
  • Dotazioni di protezione individuale avanzate, adeguate ai rischi chimici e ambientali.

L’Arma dei Carabinieri è in prima linea nella difesa della legalità e dell’ambiente, ma non si può più accettare che i suoi uomini vengano sacrificati nell’indifferenza generale. Il Ministro della Difesa e il Signor Comandante Generale hanno il dovere di ascoltare le istanze dei sindacati e di garantire condizioni dignitose ai militari che operano in uno dei territori più difficili d’Italia.

 

 

 

 

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Emendamenti al Dl Sicurezza, più libertà alla violenza…

Emendamenti Dl Sicurezza, stretta sulle Forze dell’Ordine:
Chi perquisisce senza trovare nulla dovrà giustificarsi.
Identificazione obbligatoria nei cortei degli Operatori di Polizia.

PIU’ LIBERTA’ ALLA VIOLENZA

Due proposte di modifica al DDL n. 1236 (DL Sicurezza) presentate da un gruppo di senatori guidati da Magni, De Cristofaro, Cucchi e Aurora Floridia, tendono a ridefinire le regole di gestione dell’ordine pubblico e le perquisizioni d’iniziativa da parte della Polizia Giudiziaria.

Le modifiche interessano il Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1931, con l’abrogazione esplicita degli articoli 21 e 23 ed il codice di procedura penale.
La proposte, qualora fossero approvate, modificheranno l’attuale impianto normativo con evidenti ripercussioni sulla gestione da parte delle Forze dell’Ordine delle criticità che, con frequenza, si verificano nel corso di manifestazioni di piazza.

Appare evidente che le finalità degli emendamenti siano volte a delegittimare i poteri attualmente conferiti dalla normativa vigente agli Operatori di polizia.
Le proposte aprono ampi margini di riflessione sulle future funzionalità operative dei Tutori dell’ordine pubblico.

La proposta vorrebbe “inficiare” qualsiasi provvedimento coercitivo che si renda necessario per il ripristino delle condizioni di sicurezza qualora si vengano a creare tumulti o disordini che sono altamente lesivi della pacifica convivenza dei cittadini.

Lo Stato è titolare esclusivo del potere coercitivo in quanto portatore di interessi generali.
In nome di finalità generali, lo Stato è autorizzato ad usare il potere della ” forza pubblica” che trova la sua espressione più pragmatica nelle Forze di Polizia, a cui viene affidato il gravoso compito di ripristinare la sicurezza pubblica ogniqualvolta questa venga minacciata.

Il SIC ritiene inaccettabile che le Forze dell’ordine intervengano nei tumulti PRIVATI di qualsiasi strumento di autotutela e/o di contrasto per difendersi e fronteggiare le violente aggressioni operate da gruppi di facinorosi.

L’emendamento prevede che le Forze di Polizia ricorrano all’uso delle armi in dotazione in occasioni di sommosse e tafferugli non prima di essere stati aggrediti con strumenti altamente letali da parte di gruppi di violenti e solo dopo avere escluso il coinvolgimento di manifestanti disarmati.

Questo emendamento assume connotazioni di irrazionalità per la tipologia dei servizi di sicurezza da attuare e per il grave pericolo a cui verrebbero esposte gli Operatori di polizia.
Tale proposta delegittima l’esercizio del potere punitivo dello Stato nei confronti di chiunque si renda responsabile di gravi atti di violenza contro i cittadini inermi e le Forze di polizia.
La prima proposta (20.0.1) stabilisce che le riunioni pubbliche potranno essere sciolte solo in presenza di atti che mettano concretamente in pericolo la sicurezza dei cittadini o in caso di delitti. L’intervento dovrà essere preceduto da avvisi tramite megafoni e cartelli luminosi visibili da 200 metri.

Le forze dell’ordine dovranno isolare i responsabili degli atti illegali evitando l’uso della forza contro chi fugge, salvo identificazione certa dei colpevoli.
Il testo dell’emendamento vieta I’ utilizzo di gas nocivi e armi da fuoco durante le operazioni di scioglimento.

Le armi da fuoco potranno essere impiegate esclusivamente contro soggetti che ne abbiano fatto uso per primi, e solo in assenza di rischi per terzi.
Un emendamento studiato per limitare oltremodo l’operato delle Forze di Polizia.

Una ulteriore proposta riguarda le perquisizioni d’iniziativa da parte della Polizia Giudiziaria. Nella proposta viene chiesto di avviare una inchiesta a carico dell’ufficiale di polizia giudiziaria responsabile di perquisizioni senza mandato risultate infruttuose.

Tale proposta contrasta con quanto prescritto dall’art. 55 c.p.p. che sancisce: la Polizia Giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale.

I mezzi di ricerca delle fonti di prova o delle prove mediante le perquisizioni d’iniziativa di cui agli art. 41 T.U.L.P.S. e art. 4 della Legge 22 Maggio 1975, n. 152 hanno consentito di sconfiggere il terrorismo “negli anni di piombo” in cui si verificò una estremizzazione della dialettica politica che produsse violenze di piazza e lotta armata.
Ricordiamo che , qualora la perquisizione risulti arbitraria, perché è stata eseguita in assenza dei presupposti che la legittimano e quindi abusando dei poteri inerenti alle funzioni di ufficiale ed agente di P.G. ricorre il reato di perquisizione abusiva di cui all’art. 609 c.p..

La seconda proposta (20.0.2) obbliga le forze dell’ordine a indossare l’uniforme durante i servizi di ordine pubblico. Ogni casco dovrà riportare una sigla identificativa univoca su tre lati. L’inosservanza comporterebbe la reclusione da tre mesi a un anno, con aggravanti per l’uso di equipaggiamento non autorizzato o modificato.

E’ prevista l’istituito di un registro aggiornato per tracciare I ‘assegnazione dei caschi. È vietato l’utilizzo di:
• Equipaggiamento d’ordinanza modificato
• Protezioni che impediscano l’identificazione; – Strumenti non previsti dai regolamenti
• Armi non autorizzate;
• Indumenti non conformi.

In tempi estremamente violenti in cui viviamo, ci chiediamo il perché si voglia limitare l’operato delle Forze di polizia. Delegittimare i poteri attualmente conferiti agli Operatori di polizia espone a grave pregiudizio i valori costituzionali della democrazia e della libertà, incitando l’anarchia ed il caos.

IL SIC E’ INDIGNATO

Fluminimaggiore, 28 gennaio 2025

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GE.TRA. 2025, penalizzato il Ruolo Sovrintendenti. Il SIC scrive al Comandante Generale

 

Fluminimaggiore, 26 gennaio 2025

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Gen. C.A. Salvatore LUONGO

ROMA

 

Oggetto: GE.TRA. 2025, penalizzato il Ruolo Sovrintendenti

In un clima di leale e fattiva collaborazione e nell’interesse esclusivo di tutelare il benessere dei nostri Associati, segnaliamo la seguente criticità che investe il ruolo Sovrintendenti, determinata dalla procedura di pianificazione dei trasferimenti per il 2025.

Recentemente è stata diramata la circolare che illustra la procedura di pianificazione dei trasferimenti in ambito nazionale per il 2025.

Questa APCSM ha ricevuto numerose segnalazioni da parte dei propri iscritti sull’esiguità dei posti di impiego disponibili per gli appartenenti al ruolo Sovrintendenti.

Dall’esame degli allegati alla circolare si rileva che le vacanze organiche nel ruolo Sovrintendenti siano estremamente ridotte a fronte delle continue segnalazioni di una diffusa carenza di appartenenti al ruolo in disamina.

I posti segnalati vacanti risultano, inspiegabilmente, in un numero minore rispetto alle reali carenze riscontrabili negli organici dei Reparti.

Gli appartenenti al ruolo Sovrintendenti che aspirano ad un trasferimento in altra regione vengono penalizzati dall’esiguità del numero di posti a loro riservati che ingenera il sospetto che non siano state segnalate le reali esigenze da parte dei Comandi di Legione.

Per il 2025 sono disponibili i seguenti posti riservati gli appartenenti al ruolo Sovrintendenti:

– Legione Carabinieri Sicilia n. 9 posti;

– Legione Carabinieri Puglia n. 6 posti;

– Legione Carabinieri Calabria n. 5 posti;

– Legione Carabinieri Sardegna n. 24 posti;

– Legione Carabinieri Lombardia n. 30 posti;

– Legione Carabinieri Lazio n. 5 posti;

– Legione Carabinieri Campania n. 5 posti:

– Legione Carabinieri Abruzzo e Molise n. 6 posti;

– Legione Carabinieri Marche n. 18 posti;

– Legione Carabinieri Veneto n. 14 posti;

– ⁠Legione Carabinieri Basilicata n. 2 posti;

– ⁠Legione Carabinieri Emilia-Romagna n. 9 posti;

– ⁠Legione Carabinieri F. V. Giulia n. 4 posti;

– ⁠Legione Carabinieri Liguria n. 9 posti;

– ⁠Legione Carabinieri Valle D’Aosta nr. 52 posti;

– ⁠Gruppo Aosta n. 8 posti;

– ⁠Legione Carabinieri Toscana n. 15 posti;

– ⁠Legione Carabinieri Trentino-Alto Adige nr. 69 posti;

– ⁠Legione Carabinieri Umbria nr. 2 posti;

– ⁠Organizzazione Mobile e speciale nr. 10 posti;

– ⁠Organizzazione Addestrativa nr. 1 posto;

L’esiguità dei posti disponibili per gli appartenenti al ruolo Sovrintendenti, in particolare nelle regioni con un alto indice di criminalità, ha ingenerato doglianza e insoddisfazione tra il personale interessato che si vede, inevitabilmente, penalizzato da una procedura di pianificazione dei trasferimenti che “inspiegabilmente” non rispecchia le reali carenze.

Ogni Pubblica Amministrazione deve incentivare la crescita professionale dei propri dipendenti per innalzare lo standard qualitativo dei servizi offerti e per migliorare la propria funzionalità.

L’accesso ai ruoli superiori è una legittima aspirazione del dipendente che deve trovare ampio accoglimento in ogni Pubblica Amministrazione

La presenza di personale con un livello di preparazione professionale superiore garantisce migliori performance dei Reparti.

Sulla scorta di quanto segnalato, chiediamo a Lei Comandante Generale di:

– volere verificare le reali carenze organiche dei Reparti nelle varie articolazioni nel ruolo Sovrintendenti;

– chiedere alle Autorità Governative maggiori risorse finanziarie per incrementare il numero dei Sovrintendenti.

Fiducioso in un Suo intervento chiarificatore e risolutivo della criticità segnalata, colgo l’occasione per   porgere un deferente saluto.

 

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Nasce la Federazione Sindacale Carabinieri

All’indomani di un contratto tanto atteso quanto insoddisfacente per molti Carabinieri, le sigle sindacali ASSOMIL, MOSAC, SAC, SIAC, SIC, SIULM CC e SMAC hanno deciso di unire le proprie energie per dare maggiore incisività alle future contrattazioni in una concreta forma di tutela dei diritti del Carabiniere.

Per questo nasce “FSCFederazione Sindacale Carabinieri”, che si propone di essere una casa sicura in cui ogni carabiniere possa tornare a sentirsi davvero come in una grande famiglia.
Una parte sociale realmente autonoma per ottenere risultati veri e concreti e consentire una valutazione libera e indipendente delle azioni sindacali necessarie per migliorare il benessere, la sicurezza e la salute dei Carabinieri.

FSC è una realtà aperta ad ogni sindacato dell’Arma, opera con voce unica nelle fasi contrattuali ed al contempo lascia autonomia di movimento alle singole sigle che perseguiranno i propri scopi in totale libertà.

Queste, insieme a tante altre legittime rivendicazioni sono solo alcune delle priorità che la FSC si propone di affrontare, con il supporto di ogni Carabiniere.

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Le Forze dell’Ordine non devono mai essere uno strumento per lotta politica

Fomentare l’odio verso le Forze di Polizia e delegittimarne le funzioni produce il caos e genera anarchia e terrore.

Il SIC non smette di denunciare pubblicamente l’aumento esponenziale di aggressioni in danno delle Forze dell’Ordine.

L’avere fomentato tanto odio ha provocato disordini ed un allarmante aumento di comportamenti lesivi del Diritto.

Non fermarsi all’alt imposto dalle Forze dell’Ordine nel corso dei servizi di Polizia è sempre più frequente.
A Eboli, due giorni fa, un automobilista è stato denunciato per aver forzato un posto di blocco, questa volta della Polizia municipale.
A Giulianova, tre giorni fa, un ragazzo di origini albanesi, un minore di 17anni, è stato arrestato dopo non essersi fermato ad un posto di controllo.
Il giovane guidava una Bmw rubata. Le Forze dell’Ordine hanno dovuto tallonare per chilometri il diciassettenne e sono riusciti a fermare la fuga solo nei pressi di un cavalcavia. Adesso il giovane è in un carcere minorile.

Nelle settimane successive al caso Ramy, sono stati segnalati numerosi casi di forzatura o superamento di posti di blocco a Battipaglia, a Catania, a Ragusa (in questa circostanza alla guida c’era addirittura un quindicenne), a Varese, a Jesolo, in provincia di Rieti, a Egna, a Genova, a Settimo torinese e così via.

Le forze dell’ordine non possono essere esposte a continui rischi per comportamenti che violano apertamente le leggi.
Dichiarazioni, talvolta avventate, rilasciate da esponenti politici o istituzionali, hanno contribuito a diffondere una percezione distorta dell’operato dei Servitori dello Stato in divisa.
Le Forze dell’Ordine rischiano la loro vita per la sicurezza dei cittadini ed è inaccettabile che esponenti politici continuino ad attaccarle e screditarle.

Il SIC chiede che venga approvato immediatamente il Ddl sulla Sicurezza per porre fine a questa escalation di violenza.

L’incitazione a disobbedire alle Leggi favorisce il proliferare di movimenti anarco-insurrezionalisti e l’inevitabile consumarsi di atti di terrorismo che intimoriscono gravemente la popolazione e destabilizzando gravemente le Istituzioni del Paese.

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