Personale specializzato “ADDETTI AI SERVIZI DI PROTEZIONE” – Perplessità e considerazioni

Fluminimaggiore, 23 agosto 2024

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Gen. C.A. Teo Luzi

Oggetto: Personale specializzato “ADDETTI AI SERVIZI DI PROTEZIONE” – Perplessità e considerazioni.

Nell’ottica di fornire una leale e fattiva collaborazione e nell’esclusivo interesse di tutelare il benessere dei propri Associati, chiediamo che siano valutate favorevolmente le proposte a seguito rappresentate.

Per l’assolvimento dei delicati servizi di protezione, l’Arma dei Carabinieri ha impiegato, per la tutela e scorta a personalità, i Militari che prestano servizio nelle Aliquote/Nuclei Radiomobili e nei Nuclei Investigativi di Comando Provinciale, con profilo di impiego a “duplice incarico”.

Tanti giovani Carabinieri, appartenenti soprattutto al ruolo Ispettori hanno scelto di svolgere servizio nei “Reparti Speciali”, con evidenti ripercussioni negative per gli organici delle Stazioni e dei Nuclei/Aliquote Radiomobili, su cui grava l’oneroso compito di svolgere l’attività di controllo del territorio e in particolare il pronto intervento.

Negli ultimi avvicendamenti del personale Appuntati/Carabinieri presso le rappresentanze diplomatiche all’estero per l’anno 2023, numerosi Militari delle Aliquote/Nuclei Radiomobili, già in possesso della specializzazione per i servizi di Tutela e Protezione, sono stati inviati all’estero con ulteriore contrazione degli organici dell’Arma territoriale.

Questa ulteriore contrazione degli organici delle Aliquote/Nuclei Radiomobili ha evidenti ripercussioni sul controllo del territorio nazionale.

La copertura dei servizi di pronto intervento e del controllo del territorio viene devoluta sempre più spesso alle Stazioni Carabinieri, anch’esse già in forte carenza di personale e non adeguatamente equipaggiate.

Il duplice incarico genera malessere nei Militari che sono costretti a svolgere il servizio di pronto intervento e, nella stagione estiva o nei periodici di festività natalizie e pasquali, anche il servizio di tutela e scorta.

La scelta di impiegare personale non in possesso di specifica abilitazione, rende ancora più difficoltoso e rischioso il servizio di tutela e scorta.

L’impiego di personale non specializzato si registra particolarmente nel corso della stagione estiva.

È auspicabile l’intervento di alcune varianti sulle modalità di selezione dei candidati e segnatamente sui requisiti da possedere per il successivo impiego nella specializzazione come, peraltro, indicati nella Pubblicazione N-28 “Norme per l’addestramento ai Servizi di Protezione”.

Per incrementare il personale da specializzare per l’esecuzione dei servizi di tutela e scorta, si suggerisce di:

a. Innalzare il limite di età attualmente imposto di 43 anni.
L’efficienza psico-fisica è un parametro individuale, direttamente proporzionale ad uno stile di vita sano e dinamico.
Un individuo in buona salute potrebbe garantire la propria idoneità nello specifico servizio di tutela e scorta ben oltre i 43 anni fissati per la selezione, anche nella considerazione che, conseguita la specializzazione, il personale viene sottoposto a periodici cicli di ricondizionamento che ne assicurano l’effettiva efficienza fisica ed il mantenimento degli standard di sicurezza propri dell’incarico da assolvere;

b. Incrementare il numero dei soggetti in possesso della qualifica alla Guida Veloce/Guida Sicura d’Emergenza.
Considerate le mutevoli esigenze della particolare attività, sarebbe opportuno allargare la rosa di scelta anche al personale di Aliquote Operative, Tenenze, Stazioni Carabinieri e della Linea Mobile, al fine di meglio “diluire” l’impegno operativo attualmente devoluto in via prioritaria ed esclusiva al personale effettivo alle Aliquote/Nuclei Radiomobili.

Nell’ottica di una maggiore versatilità tra reparti che già svolgono mansioni strettamente affini (Radiomobili e Stazioni), abilitare nuovo personale volontario da reparti differenti alla Radiomobile alla G.S.E. (Guida Sicura di Emergenza), gioverebbe in primis a garantire le pari opportunità fra militari (talvolta costretti a ricercare un trasferimento per poter sperare di conseguire la specializzazione ai servizi di tutela), permettendo di riflesso l’intercambiabilità tra militari appartenenti a reparti differenti, a beneficio della proiezione dei servizi di controllo del territorio, in quello scenario, non più unico serbatoio di personale specializzato.

c. Aumentare il numero dei cicli addestrativi di formazione e mantenimento.
L’attuale attività addestrativa per il mantenimento degli standard qualitativi non consente l’addestramento di troppe unità per sessione. Sarebbe opportuno svolgere le sessioni addestrative con maggiore frequenza.
Una cadenza addestrativa trimestrale garantirebbe un nutrito serbatoio di personale specializzato che consente un maggior margine di gestione delle forze da parte dei Comandi.

L’occasione è gradita per porgere un deferente saluto.

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Aggressioni alle Forze dell’Ordine, anche il Ministro della Difesa stigmatizza l’escalation di violenza. Ora, alle parole seguano i fatti!

A pochi giorni dal nostro comunicato, con soddisfazione apprendiamo che il Signor Ministro della Difesa, On Guido Crosetto, ha fermamente condannato l’escalation di violenze che quotidianamente vergono operate in danno delle Forze dell’Ordine.

Il SIC chiede ora al Signor Ministro di dare piena attuazione alle sue significative parole, istituendo un tavolo permanente di confronto con tutte le APCSM per l’adozione di ogni provvedimento per garantire una valida tutela ai Carabinieri, salvaguardando la loro sicurezza e salute.
Un tavolo tecnico in cui fare confluire osservazioni e proposte pertinenti.

Riteniamo doveroso ricordare che sottovalutare la tutela di chi opera nei servizi istituzionali significa ledere la dignità dei Servitori dello Stato in divisa, che non vedrebbero riconoscersi il diritto costituzionalmente garantito alla sicurezza.

 

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Carabiniere preso a pugni a Locorotondo (BA). Interminabili aggressioni in danno delle Donne e degli Uomini in divisa. Un fenomeno che genera allarme sociale. Lettera al Ministro della Difesa

Fluminimaggiore, 24 agosto 2024

 

AL SIG. MINISTRO DELLA DIFESA

On. Guido Crosetto

 

Oggetto: Carabiniere preso a pugni a Locorotondo (BA). Interminabili aggressioni in danno delle Donne e degli Uomini in divisa. Un fenomeno che genera allarme sociale

La sera del 22 Agosto 2024, in Locorotondo (BA), si è   consumata l’ennesima aggressione in danno di un Carabiniere che è intervenuto per sedare una rissa.

Il Carabiniere ha riportato lesioni a causa dei numerosi pugni e calci ricevuti.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri denuncia le interminabili aggressioni in danno degli appartenenti alle Forze di Polizia.

Ormai la violenza contro gli Operatori di Polizia rischia di diventare la normalità e ciò che diventa normale non    viene attenzionato.

“CHIEDIAMO UN SEGNALE FORTE DA PARTE DELLE COMPETENTI  AUTORITÀ CHE METTA LA PAROLA FINE A QUESTO FENOMENO CHE GENERA ALLARME SOCIALE.”

Sono numerose le aggressioni alle Forze di polizia durante le attività di controllo sulle strade e del territorio.

L’opinione pubblica non è   sufficientemente informata e la stessa politica sembra non averne esatta percezione.

L’applicazione delle leggi è spesso interpretata in modo sfavorevole per il complesso lavoro di contrasto delle forze dell’ordine.

Posizione preoccupante che rischia di innescare una latente demotivazione degli operatori di polizia.

Del dilagare della violenza contro le divise in tutto il territorio nazionale dovrebbero invece preoccuparsi per primi i cittadini, ancor più degli Agenti di Polizia e Carabinieri, perché dopo l’argine delle divise ci sono i cittadini come destinatari e vittime di una violenza sempre più tracotante e ormai di fatto quasi impunita.

Il SIC, per l’ennesima volta, chiede alle Autorità governative di istituire un Gruppo di lavoro in cui partecipino tutte le Associazioni di categoria per la revisione dell’attuale impianto normativo e per inasprire le pene per chi aggredisce l’Operatore di Polizia.

L’attuale normativa non riesce ad arginare il fenomeno, perché le sanzioni previste sono troppo lievi.

In moltissimi casi, coloro che hanno aggredito fisicamente gli operatori di Polizia sono stati denunciati in stato di libertà e, cosa ancora più grave, condannati a pene lievissime, con il beneficio della sospensione dell’esecuzione della pena.

Questa escalation di violenza spinge il SIC a rivolgere a Lei, Signor Ministro della Difesa On.  Guido Crosetto, l’accorata richiesta  di intervenire presso le competenti  Autorità per rivedere la vigente normativa.

Le Forze di Polizia rappresentano lo Stato e hanno il compito di garantire la sicurezza.

Se vengono attaccate e non sono tutelate, come possono svolgere serenamente il loro lavoro?

Il problema della tutela è reale.

Molti Operatori di Polizia si sentono sotto pressione e hanno paura di sbagliare, di finire a loro volta sotto processo.

La volontà da parte di chi aggredisce un operatore di Polizia è di far male.

Il SIC è certo che vi sarà un tempestivo intervento da parte delle Autorità preposte per arginare questo allarmante fenomeno che rischia di destabilizzare l’Ordine e la Sicurezza Pubblica nella nostra Nazione.

L’occasione è gradita per porgere un deferente saluto.

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Il SIC condanna fermamente la propaganda politica operata mediante la violenza

Tutto quello che gira nei social network può sembrare superfluo se visto da fuori ed in maniera disinteressata. In realtà sono notizie fondamentali affinché un profilo creato da un personaggio possa prendere visibilità e attirare utenti.

Nelle ultime ore circolano sui social network immagini vergognose, inaccettabili e riprovevoli.
Il video che immortala un fantoccio dato alle fiamme che raffigura il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è inaccettabile e non può essere giustificato o tollerato.

L’On. Giorgia Meloni è un Cittadino e Capo del Governo e nessuno, indipendentemente dal ruolo che ricopre, merita di essere trattato in questo modo.

In contemporanea alla pubblicazione del video del fantoccio dato in fiamme, è stato diffuso, sempre attraverso i social, il video in cui un poliziotto viene brutalmente aggredito da un gruppo di violenti.
Anche questo video è un altro esempio di propaganda populista di violenza verso i Servitori dello Stato in divisa.

Il fenomeno della violenza è un fattore di particolare rilievo nell’esperienza umana, una costante storico-sociale le cui forme e i cui nomi sono soggetti a continui mutamenti.

Non possiamo permettere che la dialettica politica si sposti sul piano della violenza.

Condannare questi gesti non basta, servono prese di posizione reali.
Tutta la politica deve prendere una posizione netta e di ferma condanna.

Siamo certi che i Rappresentanti politici italiani prenderanno le dovute distanze da questi comportamenti che offendono la democrazia.

L’incitazione alla violenza nell’ambito della dialettica politica rappresenta il decadimento dei valori democratici che costituiscono le fondamenta di una Società che vuole definirsi evoluta e civile.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri stigmatizza qualsiasi manifestazione antisociale, finalizzata a destabilizzare la pacifica convivenza dei Cittadini e rigetta ogni forma di propaganda politica veicolata attraverso azioni deplorevoli di manifesta inciviltà.
La sicurezza è, a tutti gli effetti, un bene che il Governo deve produrre.
L’attuale Governo sta investendo grandi energie e risorse umane e tecniche, convogliandole

Fluminimaggiore, 22 agosto 2024

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Pubblicato il D.P.R. per l’aumento degli stipendi, dell’indennità integrativa speciale e degli assegni fissi e continuativi del ruolo direttivo delle FF.AA.

È stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ufficializza l’aumento, a decorrere da gennaio 2024, degli stipendi, dell’indennità integrativa speciale e degli assegni fissi e continuativi per gli Ufficiali superiori, Ufficiali Generali e Ammiragli delle Forze Armate, oltre che per il personale con gradi e qualifiche corrispondenti dei Corpi di Polizia Civile e Militare.

Si tratta di un incremento del 4,80%. che il SIC auspicava da tempo e che rappresenta solo un primo passo teso a far recuperare, parzialmente, il potere d’acquisto eroso dall’inflazione ai Dirigenti del comparto difesa e sicurezza.
Il Sic auspica che l’Amministrazione corrisponda quanto dovuto (aumenti e arretrati) ai Dirigenti senza ulteriori ritardi e comunque entro il prossimo mese di ottobre. E’ necessario dare un segno tangibile di attenzione agli uomini e alle donne responsabili della difesa e sicurezza nazionale ancor più in questi tempi difficili, anche nella considerazione che i Nostri Dirigenti, che svolgono compiti delicatissimi e di importanza fondamentale per la Nazione, sono fra i dirigenti meno pagati dello Stato.
Permane poi ancora da risolvere la problematica del rinnovo del contratto dei Dirigenti delle Forze Armate e di Polizia ormai fermo da 7 anni. Troppi.
Il SIC continuerà a vigilare e ad agire perché i propri Dirigenti associati siano confacentemente valorizzati.

Il SIC si impegna a rappresentare al meglio il benessere e gli interessi di ciascuno dei propri tesserati, affinché le loro esigenze siano tenute in debita considerazione.

Per questo, alla luce dei risultati raggiunti e del proficuo rapporto di dialogo creato che, come prassi di collaborazione ormai consolidata, porta all’ottenimento, di fattivi risultati, il SIC chiede con forza al Governo di convocare le parti sociali e di aprire al più presto il tavolo negoziale, fermo ormai da 7 anni.

Fluminimaggiore, 19 agosto 2024

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Il SIC non va in vacanza nemmeno ad agosto e continua a incontrare le colleghe ed i colleghi

Proseguono, anche nel mese di agosto, gli incontri del SIC con le colleghe ed i colleghi interessati a conoscere il nostro progetto sindacale e a discutere insieme sulle tematiche di maggiore interesse riguardanti la professione di Carabiniere.

I prossimi appuntamenti:

COMPAGNIA SINISCOLA (NU) – 21.08.2024 – dalle ore 10.00 alle ore 12.00;

COMPAGNIA LANUSEI (NU) -22.08.2024 – dalle ore 10.00 alle ore 12.00;

COMPAGNIA JERZU (NU) – 23.08.2024 – dalle ore 10.00 alle ore 12.00;

COMPAGNIA ISILI (NU) – 26.08.2024 – dalle ore 10.00 alle ore 12.00;

COMPAGNIA MOGORO (OR) – 27.08.2024 – dalle ore 10.00 alle ore 12.00;

COMPAGNIA GHILARZA (OR) – 28.08.2024 – dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

Maggiori informazioni nella locandina allegata.

 

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Il SIC ricorda la strage di Chilivani (SS)

ono trascorsi 28 anni dall’eccidio di Chilivani (SS) in cui persero la vita l’Appuntato Ciriaco Carru e il Carabiniere Scelto Walter Frau.
I due Militari furono uccisi nel 1995 in un conflitto a fuoco con un gruppo di banditi che stavano per assaltare due furgoni portavalori. Quel pomeriggio del 16 agosto, i due Carabinieri viaggiavano su una gazzella del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Ozieri, diretti alla località di ‘Perde Semene’, a Chilivani (SS), dov’era stata segnalata la presenza sospetta di una betoniera ferma al lato della strada.
I due Carabinieri, mentre arrestavano l’uomo che era alla guida perché sorpreso con un fucile a canne mozze, rimasero vittime del fuoco incrociato dei complici, appostati tra la macchia circostante.
Grazie al loro sacrificio la rapina venne sventata e l’intera banda, composta da otto persone, catturata.
Ai Militari è stata concessa la medaglia d’oro al valor militare alla memoria e ogni anno il loro sacrificio viene ricordato con una cerimonia a Chilivani.

Il SIC, NEL RICORDARE IL SACRIFICIO DEI COLLEGHI, ESPRIME VICINANZA AI FAMILIARI.

Scarsi riconoscimenti economici e di carriera per i Carabinieri Infermieri

AL SIG. MINISTRO DELLA DIFESA
On. Guido Crosetto
ROMA

OGGETTO: Scarsi riconoscimenti economici e di carriera per i Carabinieri Infermieri

Al solo scopo di tutelare il benessere dei nostri Associati, sottoponiamo alla Sua attenzione la seguente problematica.

Diventare Infermiere nei Carabinieri rappresenta un’opportunità unica per coloro che desiderano unire la passione per l’infermieristica al servizio militare.

Prepararsi adeguatamente attraverso una formazione accademica solida sono i primi passi verso la realizzazione di questo sogno professionale.

Occuparsi di assistenza infermieristica in missione di pace o di guerra è il sogno di tanti Colleghi che ambiscono ad indossare la doppia divisa.
Quella da Infermiere e quella da Carabiniere.

Il personale infermieristico dell’Arma, oltre a fornire l’assistenza sanitaria ai Militari impegnati in operazioni di servizio e a collaborare con gli Ufficiali medici, svolgono attività di:
– intelligence (studio dell’ambiente, delle strutture sanitarie del territorio, malattie endemiche, raccolta informazioni presso le popolazioni);

– assistenza sanitaria nei confronti della popolazione civile (attraverso ambulatori mobili, visite nelle strutture ospedaliere e/o al domicilio di chi ne ha bisogno).

Nell’Arma la sanità è divisa in 4 ambiti:

1) Direzione Sanità (area medica);

2) 40 Infermerie Presidiali (quelle con medici e infermieri);

3) Un Ufficio Sanitario del Centro Nazionale Selezione e Reclutamento (CNSR), presso Caserma “Salvo D’Acquisto” di Roma;

4) Un Centro Polispecialistico, presso la caserma “Orlando De Tommaso” di Roma.

L’Arma dei Carabinieri è presente in maniera capillare lungo tutto il territorio nazionale e nelle isole minori e maggiori.

Ad assistere i Carabinieri nelle Organizzazioni in cui si articola vi sono, in ambito sanitario,
circa 250 unità, inquadrati nel ruolo “normale”.
Si tratta di:
– 117 Ufficiali medici e 2 farmacisti, inquadrati nel Ruolo Tecnico Logistico Sanitario;

– 185 Infermieri, di cui 59 del ruolo di Ispettori, 35 in quello di Sovrintendenti e 91 come Appuntati e Carabinieri semplici;

– 42 operatori sanitari, ovvero gli “altri professionisti della salute”: tecnici di radiologia, odontotecnici, tecnici di laboratorio, fisioterapisti ed optometristi.

I Carabinieri Infermieri hanno acquisito diverse competenze professionali in ambito sanitario e assistenziale.

Nonostante i titoli accademici posseduti ed il delicato compito ad essi devoluto, la progressione di carriera è rimasta
inchiodata ad un palo.

Il loro riconoscimento sociale, economico e professionale, infatti, non è ancora soggiunto.

Gli Infermieri dell’Arma sono normali Carabinieri.
Oltre a fare il loro lavoro in divisa militare si occupano delle faccende assistenziali e quindi di:
1) educazione sanitaria;

2) medicina preventiva;

3) medicina assistenziale, curativa e riabilitativa;

4) medicina del lavoro;

5) sostegno psicologico;

6) medicina legale.

Gli Infermieri dei Carabinieri effettuano:

1) visite mediche, consulenze, terapie, sostegno psicologico ed altro;

2) vaccinazioni;

3) accertamenti con mezzi diagnostici invasivi e non invasivi;

4) visite più specialistiche.

Le cosiddette Infermerie Presidiali sono organizzate tutte nello stesso modo.
Sono gestite da 2 Medici e 3 Infermieri.

I professionisti della salute, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, si occupano della:
1) linea territoriale;

2) linea addestrativa;

3) linea mobile;

4) linea speciale.

Tutte le Infermerie sono dotate di aree standard:

1) l’accettazione;

2) la sala visite generiche;

3) la medicheria;

4) il gabinetto odontoiatrico;

5) il gabinetto fisioterapico.

Gli Infermieri dell’Arma devono curare la formazione e l’aggiornamento per acquisire le conoscenze specialistiche che sono in continua evoluzione e le innovative tecniche di intervento nelle prestazioni sanitarie di rispettiva competenza.

I Carabinieri vengono assunti già in possesso della Laurea in Infermieristica per poi essere impiegati quali “Infermieri”.
Un esiguo numero viene formato presso la Scuola Allievi Marescialli dell’Arma dei Carabinieri, laureandosi in Infermieristica.
Molti conseguono la laurea presso l’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma o l’Università degli studi di Firenze.
La loro figura è presente in tutte le strutture sanitarie dell’Arma a livello nazionale.

Gli Infermieri dell’Arma sono parte integrante di Reparti Speciali come il Reggimento Paracadutisti, il GIS – Gruppo di Intervento Speciale ed il Nucleo Subacquei.

Però non tutto è positivo e tanti sono i disagi nell’Arma anche per gli Infermieri che non godono del rispetto e dei riconoscimenti professionali, economici e sociali conquistati a fatica negli anni.

Gli Infermieri dell’Arma dei Carabinieri sono oberati per:
1) la riduzione continua delle risorse umane e degli organici che dovrebbero essere aggiornati e adeguati alle reali esigenze dei Reparti;

2) l’estrema ampiezza del potenziale bacino d’utenza dell’Arma (110.000 tra uomini e donne in servizio e rispettivi familiari);

3) le distanze esagerate tra le strutture (Reparto d’appartenenza, Infermeria, Poligoni di tiro, Domicilio, ecc.), che riducono l’operatività e aumentano i tempi morti dedicati agli spostamenti;

4) l’impiego in altri servizi (vigilanza, ordine pubblico, investigazioni ed altro), che distraggono il personale dal proprio incarico;

5) la riduzione esponenziale dei fondi destinati alle Forze Armate e di Polizia hanno anche una forte ricaduta sulle risorse da dedicare all’aggiornamento professionale ed al conseguimento dei crediti ECM.

Occorre prevedere nelle grosse strutture sanitarie dei Carabinieri la presenza del Dirigente infermieristico con la relativa componente formativa universitaria ed il conseguimento della Laurea Specialistica.

Prevedere la possibilità di realizzare un percorso di equiparazione del personale in possesso degli stessi titoli universitari, frequentando dei corsi specifici.

È necessario il pieno riconoscimento dei ruoli e delle competenze dell’Infermiere civile anche in ambito militare e nello specifico tra i Carabinieri.

Il nuovo CCNL 2019-2021 definisce e modifica la denominazione dei profili professionali, dividendoli in aree:
– area del personale di supporto;

– area degli operatori;

– area degli assistenti;

– area dei professionisti della salute e dei funzionari;

– area del personale di elevata qualificazione.

L’Area dei professionisti della salute e dei funzionari è quella dove si colloca la professione infermieristica.

Nello specifico, all’Infermiere neoassunto viene attribuita da subito la categoria D aprendo la carriera fino ad una DS6.

Diversamente da quando sancito dal Contratto Nazionale del Lavoro, l’Arma dei Carabinieri colloca gli Infermieri in qualsiasi categoria amministrativa, di fatto demansionandoli e sottopagandoli, anziché inquadrarli in base al loro titolo di studio e perciò nel ruolo Ispettori.

La Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, l’Esercito Italiano, la Marina Militare e l’Aeronautica hanno effettuato un passo avanti con l’istituzione del ruolo tecnico come Infermiere.

Questa APCSM chiede a Lei, On. Guido Crosetto, di volere intervenire per dare dignità ad una professione e ad un percorso di studi sacrificante con la possibilità di equiparare gli Infermieri dell’Arma dei Carabinieri a quelli della Pubblica Amministrazione e delle altre Forze di Polizia e Forze Armate, senza ingenerare false aspettative di fantomatici sviluppi di carriera.

Il SIC chiede di attribuire ai Carabinieri Infermieri la categoria amministrativa con il relativo grado (Ispettore) come da CCNL e l’istituzione del Ruolo Tecnico.

Porgo un deferente saluto.

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Sisma 2016 nelle Regioni del Centro Italia. Il SIC denuncia le gravi condizioni lavorative in cui operano i Carabinieri

AL SIG. MINISTRO DELLA DIFESA
On. Guido Crosetto
ROMA

OGGETTO: Sisma 2016 nelle Regioni del Centro Italia. Il SIC denuncia le gravi condizioni lavorative in cui operano i Carabinieri.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri, nell’esclusivo interesse di tutelare la salute ed il benessere dei propri Associati, sottopone alla sua attenzione la seguente problematica.

Nelle aree colpite dal sisma nel 2016 (Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio) molte Caserme dei Carabinieri sono ancora ripiegate in M.A.P. (Modulo Abitativo Provvisorio), con condizioni alloggiative che rendono sicuramente “disagiata” la permanenza dei Militari in questi Reparti.

A solo titolo cognitivo, segnaliamo che nell’ambito del Comando Provinciale Carabinieri di Macerata, i Comandi Stazione ripiegati nei M.A.P. sono:

– Comando Stazione Carabinieri di Caldarola;

– Comando Stazione Carabinieri di Visso;

– Comando Stazione Carabinieri di Valfornace;

– Comando Stazione Carabinieri di Ussita;

– Comando Stazione Carabinieri di Fiastra.

I M.A.P. di un Comando Stazione Carabinieri sono costituiti da: una piccola stanza
adibita all’ufficio del Comandante che viene condivisa con gli Addetti; un piccolissimo spazio riservato al Militare di servizio alla caserma; un locale di ridottissime dimensioni adibito a sala di attesa; un minuscolo punto cottura ed un bagnetto in condivisione tra i Militari ed il pubblico.

Per i militari accasermati vi è un M.A.P. separato dal modulo destinato al Comando Stazione, che viene adibito esclusivamente ad alloggi del personale celibe (due camerette e un bagnetto).

I moduli sono in ferro con coibentazione.
Disgraziatamente risultano essere freddi in inverno e caldi per l’estate. Per ottimizzare le temperature all’interno è necessario tenere sempre in funzione gli split dell’aria condizionata.

Non vi è difesa passiva che garantisce l’incolumità del personale che opera nel M.A.P. che sono sprovvisti di recinsione perimetrale.
Non vi è sistema di videosorveglianza.
Le autovetture di servizio sono lasciate parcheggiate nelle vicinanze dei moduli senza alcuna protezione.

Questi Comandi Stazione sono rimasti a forza minima di tre unità (Comandante e due Militari).

I Comandanti in queste Stazioni Carabinieri rimangono per brevi periodi per la carenza di idonee strutture alloggiative.

Alcune Amministrazioni Comunali hanno concesso ai Comandanti di queste Stazioni Carabinieri un alloggio attraverso le SAE (Situazioni Alloggiative di Emergenza) dove non hanno preferito portare le proprie famiglie sia per il disagio alloggiativo, sia per la mancanza di socialità in quanto le S.A.E. sono ubicate in zone disabitate perché le persone si sono allontanate al momento dell’emergenza per sistemarsi in luoghi più confortevoli, al fine fi riacquistare la serenità che hanno perso nell’evento calamitoso del sisma.

Il disagio del personale che opera in queste zone è logorante e di difficile sopportazione.

I Militari sono demotivati.
Le Caserme sono ancora in attesa dell’avvio dei lavori di realizzazione/ristrutturazione.

Allo stato attuale non esistono sistemazioni alloggiative che possano alleviare il disagio che questi mirabili Servitori dello Stato affrontano quotidianamente.

Vi è una oggettiva difficoltà di alimentazione dei Reparti che operano nelle aree colpite dal sisma.

La presenza della Caserma in cui operano i Carabinieri consolida la presenza dello Stato, garantendo la vicinanza ai cittadini e la sicurezza in questi territori.

È doveroso restituire gratitudine a chi non ha mai abbandonato questi territori, perché nei momenti più difficili la presenza delle Forze dell’ordine non è mancata, sia nell’immediatezza dei primi soccorsi ma anche nell’attività di sorveglianza contro atti di sciacallaggio, fino al sostegno di fronte a tutte le difficoltà che hanno attraversato i cittadini dei territori colpiti dal sisma.

Realizzare nuove Caserme è un segnale di grande tenacia perché la devastazione che si è prodotta otto anni fa poteva essere mortale per questi territori.

La realizzazione di nuove Caserme potrà garantire a queste comunità dei presidi fondamentali.

Le nuove costruzioni, concepite secondo criteri di razionalizzazione degli spazi e capaci di assicurare la massima performance energetica, riguardano la sede di una Istituzione espressamente dedicata al servizio e alla tutela dei cittadini.

La ricostruzione dei presidi pubblici di legalità, testimonieranno che lo Stato non arretra e non abbandona i cittadini, garantendo un servizio di prossimità.

Negli anni a seguire l’evento calamitoso, tanti Carabinieri, per la mancanza di unità alloggiative, sono stati costretti a trasferirsi in altre regioni italiane per garantire al proprio nucleo familiare condizioni abitative dignitose.

In un primo momento, l’Arma dei Carabinieri ha premiato i Carabinieri che hanno prestato servizio nelle zone interessate dal sisma con un punteggio incrementale da utilizzare nei trasferimenti ambito Ge.tra nazionale.

La realizzazione di Caserme con alloggi di servizio in numero sufficiente ad ospitare le famiglie dei Carabinieri in servizio nelle aree colpite dal sisma offre garanzie per assicurare i quei territori una presenza massima di Operatori di polizia.

Questa APCSM chiede che vengano valutati incentivi per far affluire personale da altre regioni, andando a garantire un giusto turnover al personale che già opera da anni nelle zone colpite dal sisma.

Si potrebbe inserire la disponibilità all’impiego in queste aree, con l’attribuzione di punteggio incrementale.

Garantire punteggi incrementali nei concorsi interni in favore di chi opera nelle aree terremotate per l’immissione ai ruoli superiori.

Si potrebbe ricorrere ad interpellanze, a livello nazionale, anche per il personale “originario”, per la copertura delle vacanze organiche che favorirebbe anche l’afflusso di personale già conoscitore del territorio.

Siamo certi che Lei, On. Guido Crosetto, interverrà autorevolmente presso le competenti Autorità per la risoluzione delle criticità segnalate con la presente.

Con incondizionata stima.

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Plauso del SIC al Governo per avere incentivato la sicurezza presso gli scali ferroviari e metropolitane di Milano, Roma e Napoli

I recenti fatti di cronaca avvenuti nei pressi delle principali stazioni ferroviarie italiane hanno destato un grave allarme sociale con conseguente diminuzione della percezione di sicurezza tra i cittadini.

Ricordiamo le molestie a una ragazza sul treno regionale Milano-Bergamo, poi l’aggressione a una studentessa a pochi passi dalla stazione Termini di Roma, lo stupro nell’ascensore della stazione Centrale di Milano ai danni di una turista e la denuncia di alcuni albergatori del quartiere romano Esquilino che non possono più assumere donne per i turni di notte perché troppo pericoloso tornare a casa a fine turno.

Le aggressioni in prossimità delle stazioni ferroviarie di Milano, Roma, Napoli, ma anche Bologna, Firenze e Torino sono sempre più frequenti: furti, risse, rapine, minacce, percosse e violenze sessuali.

Luoghi diventati una zona franca, un terreno fertile per la criminalità, un pericolo per cittadini e viaggiatori.

Il bisogno di sicurezza è un’esigenza particolarmente avvertita nella nostra società, atteso che i fenomeni devianti, singoli e/o collettivi, hanno assunto una tale configurazione da ingenerare nell’opinione pubblica “una vera e propria paura del crimine ed il timore diffuso di potere essere vittimizzati”. Una reazione emozionale caratterizzata da un senso di pericolo e di ansietà prodotto dalla minaccia di un danno fisico e/o economico scaturente da un atto criminale.

La sicurezza è, a tutti gli effetti, un bene che il Governo deve produrre.

L’attuale Governo sta investendo grandi energie e risorse umane e tecniche, convogliandole verso l’ideazione e attuazione di un sistema di prevenzione e controllo del territorio caratterizzato dal perseguimento dei seguenti obiettivi fondamentali:

* Maggiore controllo del territorio attraverso il dispiegamento di più pattuglie;

* Diminuzione dei reati;

* Aumento della sicurezza.

L’opera di prevenzione, con un apparato di polizia diffuso e presente il più possibile sul territorio, ha un positivo e riscontrabile effetto di deterrenza verso le condotte devianti e conduce ad una sensibile diminuzione dei reati, ingenerando nell’opinione pubblica una maggiore sensazione di sicurezza e un fattivo spirito di collaborazione verso le Forze dell’Ordine.

Le politiche di sicurezza sono proiettate alla tutela dei cittadini rispetto alla percezione diffusa di insicurezza, proponendo come scopo principale quello di individuare le strategie idonee a ridurre questa sensazione.

Le politiche di prevenzione sono dirette ad impedire che siano commessi reati, ad aumentare e razionalizzare le risorse per una più incisiva vigilanza del territorio.

Tutelare, quindi, il cittadino dal rischio oggettivo di rimanere vittima di eventi criminosi.

La scelta di incentivare i controlli, con un maggiore dispiegamento di Operatori di polizia nelle Stazioni ferroviarie e nelle metropolitane di Milano, Roma e Napoli risulta essere la strategia vincente per incrementare la percezione di sicurezza, diminuire i fenomeni delinquenziali, così da migliorare la qualità di vita dei cittadini che vi abitano.

Il SIC si complimenta con il Governo per l’impegno sinora dimostrato per la Sicurezza nelle città italiane.

Fluminimaggiore, 6 agosto 2024

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