Contratto di lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri Probabilmente già a maggio incrementi ed arretrati

Nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, ha deliberato l’approvazione delle ipotesi di accordo sindacale per il triennio 2022-2024 del personale dei Corpi di polizia a ordinamento civile (Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria) e a militare (Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza) e del personale delle Forze Armate.

Occorre ora attendere la firma del Decreto di recepimento da parte del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Quindi le Amministrazioni del Comparto potranno procedere agli incrementi stipendiali e l’attribuzione degli arretrati.

Osservando le tempistiche finora sostenute, possiamo ipotizzare che gli incrementi nel cedolino stipendiale e gli arretrati potranno arrivare già nel mese di maggio, forse anche ad aprile, anziché quello di giugno inizialmente ipotizzato.

 

Fluminimaggiore, 1° marzo 2025

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Attentato contro la Polizia di Stato ad Albano laziale. Vicinanza del Sindacato Indipendente Carabinieri.

Poco prima delle quattro di domenica notte sono andate a fuoco quindici auto della Polizia nel parcheggio del Commissariato di Albano Laziale, dove si trova anche la sede della Polizia Stradale.

Fortunatamente non ci sono stati feriti gravi, ma i Vigili del Fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per spegnere le fiamme divampate nell’area di sosta e per bonificare e porre in sicurezza l’area investita dell’incendio.
Due Poliziotti hanno riportato intossicazioni da fumo e sono stati ricoverati in ospedale per ulteriori accertamenti.

Questo gravissimo fatto di cronaca conferma il terribile clima di violenza che sfocia in aggressioni, con ogni probabilità preordinate e ben organizzate.
Pochi giorni fa un episodio analogo era stato perpetrato contro il Comando dei Carabinieri di Castel Gandolfo.
Vili attentati contro le Forze dell’Ordine e, dunque, contro lo Stato.

Vi è la massima allerta per quanto sta accadendo e le indagini dovranno far luce su episodi che, ben lungi dall’essere gesti di qualche balordo, avrebbero potuto avere conseguenze drammatiche.

Il SIC, nel condannare con assoluta fermezza l’ignobile e scellerato attentato, esprime massima vicinanza alla Polizia di Stato.

Fluminimaggiore, 25 febbraio 2025

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Campi Flegrei, emergenza sismica. La sicurezza dei Carabinieri deve essere garantita con assoluta priorità

I Campi Flegrei sono un complesso vulcanico attivo, circondato da aree urbane ad alto rischio.
Un crescente rilascio di zolfo dalle fumarole è tipico dei vulcani quiescenti che attraversano una fase di possibile, graduale, riattivazione.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ha pubblicamente denunciato le condizioni di estremo pericolo originate dalla crisi bradisismica in corso, sottoposta a costante monitoraggio da parte dei vulcanologi.

Negli ultimi giorni si è registrato un nuovo sciame sismico con eventi di magnitudo rilevante che sono stati avvertiti dalla popolazione.

Nella giornata di domenica 16 febbraio, una scossa di magnitudo 3.9 con epicentro nel Golfo di Pozzuoli ha fatto tremare l’intera area flegrea e diverse zone di Napoli.
Nella notte tra il 16 e il 17 febbraio, alle 00:19, un altro evento sismico di magnitudo 3.9, con ipocentro a soli 2 km di profondità, ha scosso nuovamente il territorio, seguito da una replica di magnitudo 2.5.
Questi eventi si inseriscono in una sequenza che ha già prodotto oltre 180 scosse, molte delle quali superiori a magnitudo 2.0.

Il SIC ha più volte segnalato alle Autorità Governative la sottovalutazione del fenomeno, che si scontra con la crescita del disagio che invece i cittadini provano a fronte del perdurare degli sciami sismici e delle scosse, nonché dello sconforto rispetto a evacuazioni e soprattutto rispetto alle prospettive future che ai più appaiono incerte e pericolose.
Ciò anche in ragione dei rischi di sciacallaggio e di speculazione immobiliare.

Con persistente fermezza abbiamo più volte chiesto un tempestivo intervento istituzionale per garantire l’incolumità dei Carabinieri che prestano servizio nell’area interessata dal fenomeno sismico.

Nonostante le reiterate segnalazioni e richieste di intervento, le competenti Istituzioni non hanno fornito alcun riscontro, palesando un ingiustificato disinteresse.

Il perdurare dell’attività sismica ingenera preoccupazione nei Carabinieri che dimorano, unitamente ai propri familiari, negli alloggi di servizio.
Questi Colleghi sono costretti a convivere con il timore costante di nuove scosse e di possibili aggravamenti della crisi sismica.

Questa scarsa attenzione da parte delle Istituzioni preposte alla risoluzione delle problematiche descritte è inaccettabile e deplorevole.

La vita umana non è assoggettata a lentezze burocratiche.

I Carabinieri che operano in quei territori e i loro familiari meritano di ricevere immediate risposte.

L’emergenza è in atto e non può più essere trattata come un rischio remoto. Quella dei Campi Flegrei è una situazione critica a livello nazionale e l’inerzia delle Istituzioni è inaccettabile.

Non rimarremo in silenzio.

La sicurezza dei Carabinieri è di assoluta priorità.

Stigmatizziamo l’inettitudine ed il pressappochismo di coloro che hanno il dovere di intervenire.

Servono immediate misure per tutelare il personale in servizio in una delle aree più delicate dal punto di vista sismico e vulcanico.

La sicurezza dei Carabinieri non può essere sottovaluta o, peggio ancora, ignorata.

I Carabinieri devono lavorare e vivere in condizioni di sicurezza, con protocolli di emergenza idonei a fronteggiare ogni possibile criticità.

“IL TEMPO DELLE PAROLE E DELLE ATTESE È FINITO. ADESSO SERVONO I FATTI.”

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Emergenza bradisismo, servono interventi immediati

La Segreteria Regionale SIC Campania manifesta forte preoccupazione per il nuovo sciame sismico che ha colpito l’area dei Campi Flegrei nella serata del 12 febbraio 2025, con 36 scosse registrate e una magnitudo massima di 2.5.

Questi eventi confermano l’instabilità della zona e l’urgenza di adottare misure concrete per tutelare la sicurezza della popolazione e delle Forze dell’Ordine che operano in un contesto sempre più critico.

I Carabinieri, come sempre, sono in prima linea nel garantire ordine pubblico e assistenza ai cittadini, ma non possono essere lasciati senza strumenti adeguati e senza il giusto riconoscimento per il loro impegno in un territorio ad alto rischio.
DALLE PROMESSE BISOGNA AGIRE CON I FATTI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
LE NOSTRE RICHIESTE IMMEDIATE:

• Verifica delle infrastrutture: è essenziale controllare la stabilità degli edifici pubblici e delle caserme, per garantire la sicurezza del personale in servizio.
• Risorse e formazione per i militari: dotazioni adeguate e addestramento specifico per operare in scenari di emergenza sismica.
• Istituzione di un’indennità per il rischio sismico nel F.E.S.I.: i militari impiegati nelle aree interessate dal bradisismo devono ricevere un compenso adeguato per il rischio e il disagio a cui sono esposti.
• Assegno straordinario per i quadri dirigenziali: riconoscimento economico per i comandanti e i responsabili di reparto che gestiscono le operazioni in condizioni di emergenza.

Questa Segreteria Regionale sostiene pienamente quanto già richiesto dal Segretario Generale nell’ultimo comunicato, ribadendo la necessità di misure concrete per garantire la sicurezza e il giusto riconoscimento ai Carabinieri operanti nelle zone a rischio sismico.
L’intensificarsi del bradisismo non può essere ignorato: servono risposte immediate per proteggere cittadini e operatori della sicurezza.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a monitorare la situazione e a battersi per ottenere garanzie concrete a tutela di tutti.
Non aspettiamo la prossima scossa: il momento di agire è adesso.

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Sicurezza, Carabiniere investito a Bosa (NU). Pettineo (SIC): ‘Vicinanza al collega. Inasprire pene per condotte simili’

Fluminimaggiore, 6 FEB – “Nel pomeriggio di ieri, alle porte del comune marino di Bosa (OR), il Capo equipaggio di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Macomer (NU), nel corso dell’esecuzione di un posto di controllo, è stato investito da un centauro che non si è fermato all’alt.
Il fuggitivo è stato successivamente individuato e tratto in arresto per resistenza a Pubblico Ufficiale, omissione di soccorso e lesioni aggravate, mentre il Carabiniere è stato immediatamente trasportato presso il nosocomio di Bosa per le ferite riportate, fortunatamente non gravi”.
Lo rende noto Luigi Pettineo, Segretario Generale del Sindacato dei Carabinieri SIC.
“La vittima di questo scellerato gesto – prosegue Pettineo – è il Brig. Roberto Puggioni che, oltre che valido e coraggioso Carabiniere, è anche Segretario Regionale del SIC Sardegna.
A lui, ai suoi familiari e ai Colleghi della Compagnia Carabinieri di Macomer, vanno i nostri auguri di una pronta guarigione ed un plauso particolare ai colleghi che hanno provveduto alla tempestiva individuazione e all’arresto del motociclista.
L’escalation di violenza in danno degli appartenenti alle Forze di Polizia – aggiunge Pettineo – ha assunto proporzioni allarmanti per il numero di episodi registratesi in questi ultimi giorni.
Occorre intervenire con norme più severe per comportamenti e manifestazioni antisociali che espongono a grave pericolo l’incolumità dei cittadini e degli Operatori di polizia.
Come già fatto in altre occasioni, ancora una volta Il SIC chiede alle Autorità Governative che venga urgentemente modificato l’attuale impianto normativo che prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa per chi non si ferma all’alt degli Operatori di Polizia” – conclude.

La Segreteria Generale del SIC

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Val Di Susa, attentato no-tav a cantiere. Atto criminale che poteva uccidere Poliziotti e civili

Attraverso un video diffuso nelle reti sociali, constatiamo che alcuni criminali attivisti NO-TAV hanno attaccato con un numerosi lanci di fuochi d’artificio il cantiere di San Didero in Val di Susa, provocando l’incendio di un generatore.

Solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco si è potuto scongiurare il peggio.

Le immagini dell’accaduto evidenziano che non ci troviamo di fronte a persone che protestano, ma a dei veri criminali senza scrupoli.

Tali azioni rappresentano un chiaro attacco alla Sicurezza pubblica.

I criminali che hanno messo in atto questo blitz hanno deliberatamente messo a rischio non solo la vita degli Agenti in servizio, ma anche quella di chiunque si trovasse nei dintorni, visto che un’eventuale esplosione delle bombole di acetilene avrebbe provocato un disastro.

Il SIC, nel condannare queste azioni criminali, auspica che la Magistratura eserciti le proprie funzioni con condanne ferree.

 

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Poliziotti investiti a Roma e Ragusa, Pettineo (SIC): ‘Operatori Forze dell’Ordine sempre più a rischio. Necessario rivedere regole d’ingaggio’

Roma, 3 FEB – “Piena solidarietà e vicinanza agli agenti investiti durante il servizio a Roma e Ragusa”.
Lo dichiara Luigi Pettineo, Segretario Generale del Sindacato dei Carabinieri SIC, che continua: “Da quanto si apprende, gli Agenti coinvolti, pur riportando lesioni piuttosto gravi, non sono in pericolo di vita”.
“Nel caso di Roma, gli operatori erano all’inseguimento di un veicolo rubato.
Quando i due occupanti si sono fermati, le pattuglie sono intervenute per arrestarli, ma il veicolo ha improvvisamente ripreso la marcia, investendo il collega.
Invece, a Ragusa, un ventenne a bordo di uno scooter non si è fermato all’alt per un controllo e ha travolto un Agente, facendolo cadere rovinosamente a terra”.

“È inaccettabile che i Servitori dello Stato in divisa siano quotidianamente bersaglio di una violenza inaudita da parte di una criminalità sempre più efferata e spietata.
In Italia – spiega Pettineo – “non fermarsi all’alt della Polizia viene punito con una semplice sanzione amministrativa”.
Al contrario, in tanti Paesi europei, per chi non si ferma all’alt sono previste sanzioni penali e le Forze dell’Ordine sono legittimate a porre in essere ogni misura per bloccare il fuggitivo, che verrà comunque tratto in arresto per non avere arrestato la marcia”.

“Questi atti gravissimi dimostrano ancora una volta l’assoluta necessità di modificare l’attuale impianto normativo per garantire la sicurezza degli operatori di Polizia.
Il Ddl Sicurezza, in corso di approvazione da parte delle Camere, costituisce un valido strumento per arginare i fenomeni delinquenziali che destano maggiore allarme sociale e per incrementare la tutela delle Forze dell’Ordine.
Ma non è sufficiente”.

“Il SIC chiede alle Autorità Governative l’istituzione di tavolo tecnico finalizzato a definire regole d’ingaggio chiare e precise ed a definire il progetto di un istituto di Assistenza Sanitaria gratuita per le lesioni riportate nel corso dei servizi istituzionali”.

Non vogliamo subire ulteriormente questa inaudita violenza contro le Forze di Polizia.
Chiediamo a chi governa la nostra bellissima Nazione risposte efficaci per proteggere chi, ogni giorno, rischia la vita per garantire la sicurezza dei cittadini” – conclude.

La Segreteria generale SIC

 

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Posada (NU), grave atto intimidatorio a danno di un Carabiniere. Solidarietà del SIC

Nelle prime ore dell’alba di oggi, a Posada (NU), è stato compiuto un attentato dinamitardo in danno dell’autovettura privata di un Carabiniere che presta servizio nella Compagnia di Siniscola.

La deflagrazione ha totalmente distrutto il veicolo e danneggiato altri due mezzi parcheggiati nelle immediate vicinanze.

Si tratta dell’ultimo, in ordine temporale, di una serie di atti intimidatori contro appartenenti alle Forze di Polizia che, negli ultimi mesi, si stanno verificando nel territorio della Baronia.

Qui si registra una recrudescenza di fenomeni delinquenziali che destano grave allarme sociale e che hanno portato all’intensificazione dei servizi di contrasto ai reati predatori e al traffico di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Il SIC condanna questo atto esecrabile, che non fermerà certamente il lavoro che i Carabinieri svolgono quotidianamente al servizio della Collettività, e per il quale hanno, da sempre, ottenuto la stima e l’affetto del popolo sardo.

Il SIC esprime al Collega la propria vicinanza e solidarietà ed ha già messo a sua disposizione tutte le figure professionali presenti nella nostra Organizzazione Sindacale.

Fluminimaggiore, 1 febbraio 2025

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Emendamenti al Dl Sicurezza, più libertà alla violenza…

Emendamenti Dl Sicurezza, stretta sulle Forze dell’Ordine:
Chi perquisisce senza trovare nulla dovrà giustificarsi.
Identificazione obbligatoria nei cortei degli Operatori di Polizia.

PIU’ LIBERTA’ ALLA VIOLENZA

Due proposte di modifica al DDL n. 1236 (DL Sicurezza) presentate da un gruppo di senatori guidati da Magni, De Cristofaro, Cucchi e Aurora Floridia, tendono a ridefinire le regole di gestione dell’ordine pubblico e le perquisizioni d’iniziativa da parte della Polizia Giudiziaria.

Le modifiche interessano il Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1931, con l’abrogazione esplicita degli articoli 21 e 23 ed il codice di procedura penale.
La proposte, qualora fossero approvate, modificheranno l’attuale impianto normativo con evidenti ripercussioni sulla gestione da parte delle Forze dell’Ordine delle criticità che, con frequenza, si verificano nel corso di manifestazioni di piazza.

Appare evidente che le finalità degli emendamenti siano volte a delegittimare i poteri attualmente conferiti dalla normativa vigente agli Operatori di polizia.
Le proposte aprono ampi margini di riflessione sulle future funzionalità operative dei Tutori dell’ordine pubblico.

La proposta vorrebbe “inficiare” qualsiasi provvedimento coercitivo che si renda necessario per il ripristino delle condizioni di sicurezza qualora si vengano a creare tumulti o disordini che sono altamente lesivi della pacifica convivenza dei cittadini.

Lo Stato è titolare esclusivo del potere coercitivo in quanto portatore di interessi generali.
In nome di finalità generali, lo Stato è autorizzato ad usare il potere della ” forza pubblica” che trova la sua espressione più pragmatica nelle Forze di Polizia, a cui viene affidato il gravoso compito di ripristinare la sicurezza pubblica ogniqualvolta questa venga minacciata.

Il SIC ritiene inaccettabile che le Forze dell’ordine intervengano nei tumulti PRIVATI di qualsiasi strumento di autotutela e/o di contrasto per difendersi e fronteggiare le violente aggressioni operate da gruppi di facinorosi.

L’emendamento prevede che le Forze di Polizia ricorrano all’uso delle armi in dotazione in occasioni di sommosse e tafferugli non prima di essere stati aggrediti con strumenti altamente letali da parte di gruppi di violenti e solo dopo avere escluso il coinvolgimento di manifestanti disarmati.

Questo emendamento assume connotazioni di irrazionalità per la tipologia dei servizi di sicurezza da attuare e per il grave pericolo a cui verrebbero esposte gli Operatori di polizia.
Tale proposta delegittima l’esercizio del potere punitivo dello Stato nei confronti di chiunque si renda responsabile di gravi atti di violenza contro i cittadini inermi e le Forze di polizia.
La prima proposta (20.0.1) stabilisce che le riunioni pubbliche potranno essere sciolte solo in presenza di atti che mettano concretamente in pericolo la sicurezza dei cittadini o in caso di delitti. L’intervento dovrà essere preceduto da avvisi tramite megafoni e cartelli luminosi visibili da 200 metri.

Le forze dell’ordine dovranno isolare i responsabili degli atti illegali evitando l’uso della forza contro chi fugge, salvo identificazione certa dei colpevoli.
Il testo dell’emendamento vieta I’ utilizzo di gas nocivi e armi da fuoco durante le operazioni di scioglimento.

Le armi da fuoco potranno essere impiegate esclusivamente contro soggetti che ne abbiano fatto uso per primi, e solo in assenza di rischi per terzi.
Un emendamento studiato per limitare oltremodo l’operato delle Forze di Polizia.

Una ulteriore proposta riguarda le perquisizioni d’iniziativa da parte della Polizia Giudiziaria. Nella proposta viene chiesto di avviare una inchiesta a carico dell’ufficiale di polizia giudiziaria responsabile di perquisizioni senza mandato risultate infruttuose.

Tale proposta contrasta con quanto prescritto dall’art. 55 c.p.p. che sancisce: la Polizia Giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale.

I mezzi di ricerca delle fonti di prova o delle prove mediante le perquisizioni d’iniziativa di cui agli art. 41 T.U.L.P.S. e art. 4 della Legge 22 Maggio 1975, n. 152 hanno consentito di sconfiggere il terrorismo “negli anni di piombo” in cui si verificò una estremizzazione della dialettica politica che produsse violenze di piazza e lotta armata.
Ricordiamo che , qualora la perquisizione risulti arbitraria, perché è stata eseguita in assenza dei presupposti che la legittimano e quindi abusando dei poteri inerenti alle funzioni di ufficiale ed agente di P.G. ricorre il reato di perquisizione abusiva di cui all’art. 609 c.p..

La seconda proposta (20.0.2) obbliga le forze dell’ordine a indossare l’uniforme durante i servizi di ordine pubblico. Ogni casco dovrà riportare una sigla identificativa univoca su tre lati. L’inosservanza comporterebbe la reclusione da tre mesi a un anno, con aggravanti per l’uso di equipaggiamento non autorizzato o modificato.

E’ prevista l’istituito di un registro aggiornato per tracciare I ‘assegnazione dei caschi. È vietato l’utilizzo di:
• Equipaggiamento d’ordinanza modificato
• Protezioni che impediscano l’identificazione; – Strumenti non previsti dai regolamenti
• Armi non autorizzate;
• Indumenti non conformi.

In tempi estremamente violenti in cui viviamo, ci chiediamo il perché si voglia limitare l’operato delle Forze di polizia. Delegittimare i poteri attualmente conferiti agli Operatori di polizia espone a grave pregiudizio i valori costituzionali della democrazia e della libertà, incitando l’anarchia ed il caos.

IL SIC E’ INDIGNATO

Fluminimaggiore, 28 gennaio 2025

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Nasce la Federazione Sindacale Carabinieri

All’indomani di un contratto tanto atteso quanto insoddisfacente per molti Carabinieri, le sigle sindacali ASSOMIL, MOSAC, SAC, SIAC, SIC, SIULM CC e SMAC hanno deciso di unire le proprie energie per dare maggiore incisività alle future contrattazioni in una concreta forma di tutela dei diritti del Carabiniere.

Per questo nasce “FSCFederazione Sindacale Carabinieri”, che si propone di essere una casa sicura in cui ogni carabiniere possa tornare a sentirsi davvero come in una grande famiglia.
Una parte sociale realmente autonoma per ottenere risultati veri e concreti e consentire una valutazione libera e indipendente delle azioni sindacali necessarie per migliorare il benessere, la sicurezza e la salute dei Carabinieri.

FSC è una realtà aperta ad ogni sindacato dell’Arma, opera con voce unica nelle fasi contrattuali ed al contempo lascia autonomia di movimento alle singole sigle che perseguiranno i propri scopi in totale libertà.

Queste, insieme a tante altre legittime rivendicazioni sono solo alcune delle priorità che la FSC si propone di affrontare, con il supporto di ogni Carabiniere.

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