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Comunicati ¡ 3 novembre 2026

BONUS GIORGETTI: IL SIC FA CHIAREZZA

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Redazione: Segreteria SIC

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BONUS GIORGETTI: IL SIC FA CHIAREZZA

L’8,80% E L’EVENTUALE 1% NON SONO UN REGALO

NÉ UNO SLOGAN NÉ UNA REGOLA UGUALE PER TUTTI

270 EURO AL MESE NON SONO UN PREMIO DEL GOVERNO: SONO SOLDI DEL LAVORATORE, CHE OGGI ENTRANO IN BUSTA PAGA PERCHÉ SI RINUNCIA A VERSARLI NELLA PROPRIA POSIZIONE PREVIDENZIALE.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene doveroso fornire alcuni chiarimenti sul cosiddetto “Bonus Giorgetti”, tecnicamente incentivo al posticipo del pensionamento, con particolare riferimento alla sua applicazione al personale dell’Arma dei Carabinieri.

Una scelta che può produrre effetti sulla futura pensione deve essere compresa prima di essere esercitata.

1. COSA È DAVVERO IL BONUS GIORGETTI

Il meccanismo consente al lavoratore in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, che scelga di proseguire l’attività lavorativa, di rinunciare all’accredito della quota di contribuzione IVS posta a proprio carico, ricevendo il corrispondente importo direttamente in busta paga.

Per il personale interessato, la quota contributiva a carico del lavoratore è pari all’8,80% della retribuzione imponibile previdenziale, cui può aggiungersi l’eventuale contributo aggiuntivo dell’1%, ove dovuto.

È necessario comprendere bene questo passaggio: l’8,80%, cui può aggiungersi l’eventuale 1%, non rappresenta un regalo né un aumento stipendiale riconosciuto dall’Amministrazione. È contribuzione previdenziale posta a carico del lavoratore alla quale lo stesso sceglie di rinunciare, ottenendone in cambio la corresponsione in busta paga.

ATTENZIONE ALL’“EVENTUALE” 1%

L’ulteriore 1% non deve essere interpretato come un punto percentuale automaticamente riconosciuto sull’intera retribuzione di tutto il personale.

Si tratta del contributo aggiuntivo IVS applicabile, secondo la disciplina previdenziale, sulla parte di retribuzione eccedente la prima fascia di retribuzione pensionabile.

Lo stesso Ministero della Difesa, nel resoconto ufficiale della riunione CUSI del 23 settembre 2026 dedicata all’applicazione dell’incentivo al Comparto Sicurezza e Difesa, fa espressamente riferimento all’“8,80% + eventuale 1% aggiuntivo”.

Pertanto, rappresentare il Bonus come un “9,80% netto in più per tutti” non sarebbe tecnicamente corretto.

2. REQUISITI PENSIONISTICI DEL COMPARTO E REQUISITI PER IL BONUS: SONO DUE COSE DIVERSE

Su questo aspetto è necessaria particolare chiarezza.

Il personale dell’Arma dei Carabinieri e del Comparto Difesa e Sicurezza è assoggettato a uno specifico regime pensionistico, caratterizzato da propri requisiti, maggiorazioni e finestre di decorrenza.

L’accesso al Bonus Giorgetti è invece subordinato alla maturazione dei requisiti previsti dalla normativa e alla verifica della posizione individuale da parte dell’INPS.

Per il personale dell’Arma occorre pertanto tenere conto delle specificità del proprio regime pensionistico e della posizione previdenziale del singolo interessato.

Non devono quindi essere applicati automaticamente al personale dell’Arma requisiti, calcoli o simulazioni riferiti ad altre categorie di lavoratori.

3. COSA SUCCEDE ALLA FUTURA PENSIONE?

È questo uno dei principali interrogativi rappresentati dai colleghi alla nostra Segreteria.

Percepire il Bonus significa che, per il periodo durante il quale viene esercitata l’opzione, la quota IVS posta a carico del lavoratore non viene versata e accreditata sulla posizione previdenziale dell’interessato. L’importo corrispondente viene invece riconosciuto direttamente in busta paga.

Questo produce effetti sulla futura prestazione pensionistica che non possono essere quantificati attraverso una cifra unica valida per tutti.

Il risultato dipende dalla posizione previdenziale individuale, dalla retribuzione imponibile, dall’anzianità contributiva, dalla durata effettiva di fruizione dell’incentivo e dalle specificità che caratterizzano il sistema pensionistico applicabile al personale militare.

È quindi sbagliato prendere una simulazione costruita sulla posizione di un determinato lavoratore e trasformarla nella risposta previdenziale per tutti i Carabinieri.

4. NESSUN “PUNTO DI PAREGGIO” UGUALE PER TUTTI

L’importo complessivamente percepito attraverso il Bonus, gli effetti sul trattamento pensionistico e il tempo necessario per un eventuale pareggio dipendono dalla posizione previdenziale individuale.

Ruolo, retribuzione, anzianità contributiva, durata dell’opzione e storia previdenziale possono modificare anche sensibilmente il risultato.

Per questa ragione la domanda da porsi non può essere semplicemente:

“Conviene prendere il Bonus Giorgetti?”

La domanda corretta è:

“Quanto percepirò concretamente in più ogni mese durante il servizio e quale sarà, nella mia specifica posizione previdenziale, l’effetto sulla futura pensione?”

Solo confrontando questi elementi sulla posizione del singolo interessato è possibile compiere una scelta realmente informata e consapevole.

5. SE ADERISCO POSSO CAMBIARE IDEA?

SĂŹ.

L’opzione non è irrevocabile. Il lavoratore può successivamente revocare la scelta.

In caso di revoca, l’incentivo cessa e viene ripristinato il versamento della contribuzione IVS a carico del lavoratore a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla revoca.

Le somme legittimamente percepite fino a quel momento non devono essere restituite.

Anche questo elemento deve essere conosciuto dal personale prima di assumere una decisione.

LA POSIZIONE DEL SIC

Il Bonus Giorgetti è una facoltà individuale, non un obbligo, e non rappresenta di per sÊ una soluzione alle problematiche previdenziali del Comparto.

Il SIC non intende dire ai Carabinieri se aderire o meno. Intende invece fornire loro gli strumenti necessari per conoscere, capire e scegliere.

Per questo invitiamo il personale interessato a non assumere decisioni sulla base di slogan, percentuali isolate o simulazioni standardizzate, ma a effettuare preventivamente una valutazione previdenziale individuale, costruita sui propri dati contributivi e retributivi.

PiĂš disponibilitĂ  economica oggi deve essere valutata insieme agli effetti previdenziali di domani. Non esiste una risposta uguale per tutti: esiste la posizione previdenziale di ciascun Carabiniere.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a seguire l’applicazione dell’istituto e a fornire ai propri iscritti informazioni fondate sulle disposizioni normative e sulle indicazioni ufficiali degli organismi competenti.

Conoscere – Capire – Scegliere.

SEGRETERIA GENERALE NAZIONALE

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