Processo Askatasuna, cade l’accusa di associazione a delinquere… i paradossi del sistema penale italiano

Nella giornata di ieri 31 Marzo 2025, nel processo di primo grado, il Tribunale di Torino ha emesso  18 condanne e 10 assoluzioni contro i militanti del centro sociale Askatasuna di Torino e del movimento No Tav, imputati per le azioni dimostrative contro l’alta velocità in Val di Susa.

La Procura di Torino aveva chiesto complessivamente condanne per 88 anni di carcere.

Inoltre, nonostante i militanti di Askatasuna abbiano sempre operato come un’organizzazione ben strutturata, con sistema  paramilitare e con una strategia chiaramente eversiva, il Tribunale non ha inteso ravvedere l’associazione a delinquere.

Una sentenza che assume, paradossalmente, il sapore di una punizione verso l’operato  delle Forze dell’Ordine, da anni impegnate nei cantieri della TAV a fronteggiare le violente azioni di questi soggetti.

Il SIC è incredulo per il verdetto emesso.

Se non si inizia a giudicare con pene più severe le aggressioni in danno delle Forze di Polizia e gli attacchi allo Stato, il ciclo di violenza continuerà e a pagarne il prezzo più  alto saranno gli onesti cittadini.

IL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO E IL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DIANO UN SEGALNALE FORTE PER RESTITUIRE LA GIUSTA RICOSCENZA VERSO CHI DIFENDE QUOTIDIANAMENTE LO STATO.

«Lex est recta ratio imperandi atque prohibendi; quam qui ignorat, is est iniustus»

 

«La legge è la retta norma del comandare e proibire; e se qualcuno la ignora, è ingiusto»

 

 

 

 

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF

Pubblicato in Comunicati, News.